Gli Stati Uniti preparano la mossa su Cuba. Il Pentagono avrebbe ormai definito ogni dettaglio operativo per un possibile attacco o addirittura per un’invasione dell’isola caraibica. A mancare sarebbe solo l’autorizzazione finale del presidente Donald Trump, che però continua a valutare strade alternative alla guerra aperta.
Secondo quanto riportato da Politico, il Dipartimento della Difesa lavora da mesi al posizionamento di truppe, mezzi navali e armamenti nella regione. La presenza americana nell’area sarebbe oggi la più grande al mondo fuori dal Medio Oriente e consentirebbe agli Usa di intervenire in tempi rapidi, con operazioni che andrebbero da raid mirati contro infrastrutture strategiche fino alla cattura dei vertici del governo cubano.
La strategia di Washington
L’ipotesi militare nasce dopo il fallimento delle pressioni economiche e diplomatiche contro L’Avana. Le sanzioni imposte dalla Casa Bianca non hanno infatti provocato la caduta del governo comunista. Trump, però, sembra ancora orientato verso una strategia diversa: favorire l’implosione del sistema cubano attraverso una stretta economica sempre più dura.
Un funzionario dell’amministrazione americana, citato da Axios, ha definito questo approccio “accelerazionismo”. L’obiettivo sarebbe quello di spingere il Paese verso il collasso economico e sociale senza arrivare subito a un intervento armato diretto. “Non vogliamo ancora eliminare il regime. Si procede per fasi”, avrebbe spiegato la fonte. Nel frattempo cresce anche la pressione sulle forze armate americane. Molte delle navi schierate nell’area stanno infatti superando i dieci mesi di permanenza in mare, ben oltre i normali tempi operativi. Una situazione che preoccupa diversi funzionari della difesa, soprattutto mentre la Marina Usa resta impegnata anche nel Golfo Arabico.
Cina al fianco di Avana
La crisi cubana assume sempre più un peso internazionale. La Cina ha ribadito il proprio sostegno all’isola durante l’incontro a New York tra il ministro degli Esteri Wang Yi e il capo della diplomazia cubana Bruno Rodriguez Parrilla.
Pechino ha promesso l’invio di 60mila tonnellate di riso per aiutare la popolazione alle prese con la scarsità di beni essenziali. Il primo carico è arrivato nei giorni scorsi. Wang Yi ha accusato Washington di portare avanti una “politica di potenza e prepotenza” contro Cuba, assicurando che la Cina continuerà a sostenere economicamente e diplomaticamente il governo dell’Avana.
Intanto gli Stati Uniti hanno bloccato le forniture di petrolio venezuelano destinate all’isola dopo la cattura di Nicolas Maduro. Nelle ultime settimane Washington ha inoltre incriminato Raul Castro per l’abbattimento di due aerei civili americani nel 1996. Una decisione che, secondo molti osservatori, rischia di aumentare i timori di un imminente tentativo di rovesciare il governo cubano.
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