giovedì 28 Maggio 2026
Donald Trump. EPA_Samuel Corum

Stati Uniti e Iran a un passo dall’intesa. Trump chiede un paio di giorni per decidere

Il memorandum prevede una tregua prorogabile di sessanta giorni e pone le basi per un accordo su Hormuz e nucleare. Prevista anche la discussione sullo sblocco dei fondi iraniani congelati

Da Giustino Marai
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Washington e Teheran sarebbero a un passo da un’intesa che potrebbe congelare l’escalation nel Golfo e riaprire lo Stretto di Hormuz. Secondo Axios, i negoziatori americani e iraniani hanno definito un memorandum di 60 giorni per estendere il cessate il fuoco e avviare colloqui sul nucleare iraniano. Manca però ancora il via libera definitivo di Donald Trump, che avrebbe chiesto “un paio di giorni” per decidere.

Sessanta giorni per evitare l’escalation

Il memorandum viene descritto come un accordo-ponte per evitare un’ulteriore escalation militare nel Golfo e darsi ulteriore tempo per trovare un’intesa solida. Il testo prevederebbe una tregua di 60 giorni, prorogabile, durante la quale verrebbero affrontati i dossier più esplosivi: dal nucleare iraniano alla sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz, fino al sistema delle sanzioni economiche americane.
Secondo Axios, “questo è un accordo per portare tutti al tavolo”, mentre i dettagli definitivi verrebbero negoziati successivamente. I termini principali sarebbero stati sostanzialmente concordati martedì scorso, ma era necessaria l’approvazione dei rispettivi vertici politici: dopo l’ok iraniano, si attende quello del presidente americano.

Hormuz senza restrizioni

Il cuore dell’intesa riguarda proprio lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio energetico mondiale. Le fonti americane sostengono che il memorandum garantirebbe una navigazione “senza restrizioni”: niente pedaggi, nessuna interferenza iraniana e rimozione completa delle mine navali entro 30 giorni.
In cambio, Washington revocherebbe gradualmente il blocco navale contro i porti iraniani, proporzionalmente al ripristino del traffico commerciale. Gli Stati Uniti sarebbero inoltre pronti a concedere alcune deroghe alle sanzioni per permettere a Teheran di tornare a esportare petrolio. Prevista anche la discussione sullo sblocco dei fondi iraniani congelati all’estero e su un meccanismo per facilitare l’arrivo di beni e aiuti umanitari.

Il nucleare iraniano

Il memorandum includerebbe anche un impegno iraniano a non sviluppare armi nucleari. I primi negoziati dovrebbero concentrarsi soprattutto sul futuro dell’uranio altamente arricchito accumulato da Teheran e sull’eventuale sospensione del programma di arricchimento.
Secondo funzionari Usa citati da Axios, gli iraniani avrebbero già fornito “impegni verbali” sulla disponibilità a concessioni importanti. Bisognerà però attendere un paio di giorni per scoprire se queste concessioni saranno sufficienti a soddisfare Trump.

Nuovi incidenti nello Stretto

Mentre la diplomazia accelera, nel Golfo la tensione resta altissima. Nelle ultime 48 ore si sono registrati nuovi incidenti tra forze americane e iraniane nello Stretto di Hormuz. Il Centcom ha annunciato raid contro siti missilistici e imbarcazioni accusate di tentare il posizionamento di mine navali, mentre i Pasdaran sostengono di aver abbattuto un drone statunitense e colpito una base aerea americana.

L’Europa aspetta

Anche Bruxelles è ovviamente in trepida attesa di una svolta sul dossier iraniano.
“È nell’interesse di tutti che la libertà di navigazione sia rispettata perché tutti stanno pagando un prezzo molto alto per questo”, ha dichiarato l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas.
“Aspettiamo che ci sia un accordo definitivo che permetta la riapertura di Hormuz”, le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani, “Dopodiché anche noi saremo parte di un’azione per garantire la libertà di navigazione”.
Per ora, però, tutto resta appeso alla decisione finale di Trump.

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