La condanna del gioielliere Mario Roggero riaccende le tensioni tra il Quirinale e il Governo Meloni. Dopo che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha reso noto di aver istruito la pratica per la richiesta di grazia, una nota della Presidenza del Consiglio ha posto un freno alle iniziative della maggioranza. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha infatti convocato il Guardasigilli per ribadire i limiti delle competenze del ministro in materia di concessione della grazia.
Nel comunicato diffuso nel pomeriggio del 16 luglio, il Quirinale ricorda che, come confermato dalla Corte costituzionale con la sentenza 200 del 2006, solo il Quirinale ha la facoltà di concedere la grazia, anche in assenza di domanda.
Il precedente della grazia a Minetti
Dopo il caso della grazia concessa a Nicole Minetti, ex consigliera regionale lombarda durante il governo Berlusconi, la tensione tra il Quirinale e il Governo è alle stelle. Già lo scorso aprile, infatti, la Presidenza della Repubblica aveva chiesto al ministero della Giustizia di verificare che quanto riferito da alcuni organi di stampa sul caso dell’ex igienista dentale fosse vero. Gli articoli mettevano in dubbio i presupposti della grazia concessa a Minetti, firmata nel febbraio precedente da Mattarella.
Una vicenda che si è conclusa lo scorso giugno, con Mattarella che ha confermato il provvedimento dopo le necessarie verifiche. Il caso, comunque, ha generato più di qualche imbarazzo. Il balzo in avanti della destra ha immediatamente spinto il Presidente della Repubblica a intervenire. L’iniziativa su Roggero, quindi, potrà essere assunta solo dal Capo dello Stato, il quale è titolare esclusivo di questo potere.
Il caso Roggero
Il caso di Mario Roggero è stato utilizzato dalla destra per sottolineare la necessità di una revisione del Codice Penale, in particolare per quanto riguarda l’estensione del concetto di legittima difesa. Il gioielliere è stato condannato per omicidio e lesioni per aver aperto il fuoco contro tre ladri che lo avevano appena rapinato e che, in quel momento, stavano fuggendo. Come sottolineato dai giudici in appello, al momento degli spari non sussisteva più un pericolo per Roggero o i suoi familiari.
Lo sdegno di Salvini e della destra
Una tesi che non è stata accettata da diversi esponenti del Governo Meloni. Tra i primi a mostrare solidarietà al condannato c’è il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, il quale si è detto favorevole all’apertura di un procedimento per far ottenere a Roggero la grazia. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha invece scritto sui suoi canali social: “La legge è stata applicata? Probabilmente sì. Per me è giusto? No”.
Il giorno della sentenza, fuori dalla Cassazione, gli iscritti a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci avevano organizzato un sit-in di protesta contro l’eventuale condanna del gioielliere. Il giorno dopo, invece, i leghisti hanno mostrato in Aula al Senato una foto del gioielliere, con Salvini che si è detto disposto ad aiutare in ogni modo possibile Roggero e la sua famiglia. Al momento, non si esclude nemmeno una candidatura per consentirgli di beneficiare dell’immunità parlamentare
La reazione del centrosinistra
Una posizione che ha attirato le critiche dell’opposizione. “Nordio dimostra ancora una volta la propria inadeguatezza nello svolgimento del delicato incarico che gli è stato affidato”, ha sottolineato la deputata del Pd, Debora Serracchiani. Per la deputata del M5S, Chiara Appendino, la risposta a un caso simile “non può essere inneggiare al Far West, ma rafforzare la presenza dello Stato e delle forze dell’ordine sul territorio”. Duro anche il leader di Avs, Angelo Bonelli, secondo cui “le sentenze si rispettano, l’alternativa è lo scenario della giustizia fai da te”.
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