Beppe Grillo rompe il lungo silenzio sulla politica e torna ad attaccare il Movimento 5 Stelle, ma la risposta del suo stesso pubblico è tutt’altro che benevola. Sul blog del fondatore del M5S, infatti, il post in cui accusa il Movimento di aver perso «identità» e «diversità» viene immediatamente sommerso da commenti che attribuiscono proprio a lui una parte della responsabilità della crisi.
L’ex comico che urlava a tutti i partiti «siete morti», dopo aver governato con la Lega, con il Pd di Renzi, finito a braccetto con Mario Draghi, in compagnia di Silvio Berlusconi sul web è sommerso da critiche come mai prima d’ora.


beppe grillo ph press
Le accuse di Grillo al Movimento 5 Stelle
Nel suo intervento, Grillo sostiene che «il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità, soprattutto ha perso la sua diversità», denunciando quella che definisce una trasformazione del progetto originario. «Era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo», scrive, accusando il Movimento di essersi progressivamente allontanato dai cittadini per concentrarsi su sé stesso e sulle dinamiche di Palazzo.
Nel post pubblicato anche su Facebook rincara la dose: «Era nato per cambiare la politica ma poi la politica ha cambiato il MoVimento. Doveva ascoltare i cittadini e ha cominciato ad ascoltare i sondaggi. Doveva occuparsi del futuro e ha finito per occuparsi delle poltrone».
Il web ribalta la narrazione


beppe grillo ph press
Ma “il popolo del web” che Grillo stesso ha per anni coltivato e alimentato a mandare un vero “vaffa” sotto l’articolo e ribaltare la narrazione. Molti ricordano a Grillo le scelte compiute negli anni in cui era ancora il punto di riferimento del Movimento, a partire dal sostegno al governo guidato da Mario Draghi. “Ma se è stato proprio lui a scegliere Draghi. Ma cosa vuole ancora? Non è con i vaffa che si può andare avanti, ci vuole dignità e impegno politico. Ne ha da comprare da Conte”, scrive un utente.
Un altro richiama le scelte successive al primo governo Conte: “Forse dopo il governo con la Lega era necessario tornare al voto o restare all’opposizione. In quel momento il capo del Movimento era lei, sig. Grillo”. C‘è poi chi sintetizza il proprio giudizio in una frase diventata simbolica. “L’affermazione ‘Draghi è un grillino’ la dice tutta!”, commenta un altro, facendo riferimento a una delle dichiarazioni più discusse del fondatore del M5S. “Guardi, con tutto il rispetto, se Lei non avesse deciso di appoggiare il governo Draghi, probabilmente tutto questo non sarebbe successo”.
Il ritorno in politica non convince gli utenti
Una reazione che evidenzia come il ritorno di Grillo nel dibattito politico non abbia trovato nel suo stesso blog un’accoglienza favorevole. Anzi, finisce malissimo il tentativo di riscrivere la storia del Movimento separando il presente dal passato. Ed è il suo stesso pubblico a ricordargli una storia che porta anche la sua firma.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





