Dopo la richiusura dello Stretto di Hormuz, a tre giorni dalla scadenza del cessate il fuoco tra Teheran e Washington, la pace non è mai sembrata più lontana. Il Presidente del parlamento iraniano, Mohammad Baqer Ghalibaf, ha infatti dichiarato all’agenzia di stampa iraniana Tasnim che “ci sono stati progressi nei negoziati con gli Stati Uniti, ma ci sono ancora grandi lacune”.
Secondo Ghalibaf, che aveva guidato la delegazione iraniana al primo round di negoziati fallito, su alcune questioni si sarebbe trovato un punto di contatto, ma le discussioni non sarebbero vicine: “Insistiamo su alcuni temi che per noi non sono negoziabili”. L’obiettivo di Teheran è raggiungere una pace duratura affinchè “la guerra non si ripeta”.
Tuttavia le posizioni tra i due Paesi sulla cruciale rotta marittima e sul nucleare al momento restano inconciliabili.
Trump convoca i consiglieri
La marcia indietro dell’Iran sullo Stretto di Hormuz, a causa della prosecuzione del blocco navale statunitense, ha fatto inalberare il Presidente americano Donald Trump, che ha immediatamente convocato i suoi principali consiglieri. Axios ha confermato che all’interno della Situation Room della Casa Bianca si sono riuniti, fra gli altri, il segretario di Stato Marco Rubio, il vicepresidente JD Vance, il capo del Pentagono Pete Hegseth, il capo della Cia Scott Bessent, l’inviato Steve Witkoff, la capa di gabinetto Susie Wiles e il capo dello stato maggiore aggiunti Dan Caine. Secondo le fonti, gli Stati Uniti sarebbero pronti a riprendere il conflitto se non arrivasse una svolta nello Stretto.
D’altra parte per Ghalibaf le dragamine Usa nello Stretto violerebbero il cessate il fuoco e i Guardiani della Rivoluzione hanno avvertito che ogni tentativo di avvicinamento a Hormuz sarà considerato una forma di cooperazione con il nemico.
L’inquilino della Casa Bianca ha accusato Teheran di “ricatto” nelle trattative internazionali. L’Iran starebbe quindi esercitando una pressione strategica per ottenere concessioni e presentarsi forte al tavolo negoziale.
Al momento la situazione rimane ad alta tensione. Teheran sembra avere il coltello dalla parte del manico, perchè il nuovo irrigidimento potrebbe provocare un tonfo dei mercati.
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