googlef35cdb6cf8e7c110-1.html
giovedì 23 Aprile, 2026
Logo La Sintesi

Iran-Usa. Ore decisive per la pace

Il Pakistan conferma che domani si terranno i negoziati tra Washington e Teheran. Intanto Trump minaccia: “Senza accordo cadranno molte bombe, il cessate il fuoco non sarà prorogato”

Da Simona Maggi
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Domani dovrebbe avviarsi il secondo round di negoziati tra Iran e Stati Uniti a Islamabad. Nonostante Donald Trump avesse inizialmente escluso la presenza del vicepresidente americano ai negoziati, per questione di sicurezza, Axios ha riportato che JD Vance dovrebbe partire oggi per Islamabad. Ai colloqui dovrebbero partecipare anche gli inviati del presidente americano, Steve Witkoff e Jared Kushner.

Il Pakistan conferma il secondo round dei negoziati per domani

Lo conferma anche un funzionario pakistano ad Al Arabiya: le delegazioni americana e iraniana “arrivano oggi a Islamabad contemporaneamente” e “il secondo colloquio si terrà come previsto”.
Il tycoon vuole un accordo a tutti i costi e se non sarà raggiunto, ha tuonato Trump, gli iraniani “si troveranno di fronte a problemi mai visti prima. Senza accordo cadranno molte bombe, il cessate il fuoco non sarà prorogato”.

Iran: “Non accettiamo di trattare sotto minaccia”

La replica di Teheran non si è fatta attendere e il capo delegazione, Mohammad Bagher Ghalibaf  ha risposto: “Non accettiamo di trattare sotto la minaccia. Abbiamo nuove carte per il campo di battaglia”.
Le delegazioni americane e iraniane, dunque, arrivano al tavolo negoziale con un clima di forte tensione. A rincarare la dose ci ha pensato il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che ha avvertito: “In Iran non abbiamo ancora finito”.

Trump: Non ho fretta

Seppure le premesse non siano le migliori il Presidente statunitense sta subendo le pressioni di democratici e di alcuni repubblicani, affinchè si raggiunga rapidamente un’intesa. Tuttavia il tycoon sembra non farsi influenzare dalle richieste che arrivano dai suoi parlamentari, tant’è che al Washington Post ha detto: “Non ho fretta, quanto è grave che, mentre si è nel bel mezzo di una trattativa […] democratici e alcuni repubblicani chiedano di risolvere la questione immediatamente?”

Trump: Sto vincendo una guerra

Trump è convinto di avere il coltello dalla parte del manico perchè, come ha scritto sui suoi social, gli Stati Uniti starebbero vincendo: “Sto vincendo una guerra, e di gran lunga, le cose vanno benissimo, il nostro esercito è stato fantastico e, se leggeste le notizie false, come il fallimentare New York Times, l’assolutamente orrendo e disgustoso Wall Street Journal, o il quasi defunto, fortunatamente, Washington Post, pensereste davvero che stiamo perdendo la guerra. Il nemico è confuso, perché riceve questi stessi ‘resoconti’ dai media, eppure si rende conto che la sua Marina è stata completamente annientata, la sua Aeronautica è finita su piste di atterraggio buie, non ha equipaggiamento antimissile o antiaereo, i suoi ex leader sono per lo più spariti e forse, cosa più importante di tutte, il blocco, che non toglieremo finché non ci sarà un ‘accordo’, sta letteralmente distruggendo l’Iran”.

Trump: “Sarà lungo e difficile recuperare le scorte di uranio dell’Iran”

Come sempre, però, a dichiarazioni positive, Trump ha alternato anche quelle più disfattiste: “Sarà lungo e difficile recuperare le scorte di uranio dell’Iran, la cui ubicazione rimane incerta dopo gli attacchi americani contro i siti nucleari iraniani.”

Iran agli Usa: Rilasciate la nave che avete sequestrato

D’altra parte, invece, gli iraniani hanno chiesto agli Stati Uniti di rilasciare immediatamente la nave cargo Touska, sequestrata: “Non vi è dubbio che la Repubblica islamica dell’Iran utilizzerà tutte le sue capacità per difendere gli interessi nazionali e la sicurezza dell’Iran e per tutelare i diritti e la dignità dei suoi cittadini”. Lo ha scritto in una nota il ministero degli esteri.

Dubbi sull’uranio

Secondo fonti americani, però, la delegazione iraniana si presenterà spaccata ai negoziati sula linea da tenere nei colloqui. Tra le ultime proposte avanzate dal lato iraniano figura una sospensione temporanea dell’arricchimento dell’uranio per 10 anni, seguita da altri 10 anni in cui Teheran accetterebbe di arricchire l’uranio a livelli molto inferiori alla soglia necessaria per la fabbricazione di un’arma nucleare.
L’offerta verrebbe incontro alle richieste degli Stati Uniti che, come ha riferito il Presidente statunitense, non vuol in nessun modo che l’Iran possieda il nucleare: “Non si può lasciare che l’Iran abbia un’arma nucleare. La useranno qui. Distruggeranno il Medio Oriente, elimineranno Israele e verranno in Europa e verranno qui perché sono malati, molto malati, e non possiamo permettere che accada”.

Se sull’uranio sembra possibile che le delegazioni trovino un accordo, rimane un’incognita sull’altro tema fondamentale, quello dello Stretto di Hormuz.
Le alternative sono due: o si troverà un accordo ai prossimi negoziati o il cessate il fuoco cadrà e i combattimenti riprenderanno, aggravando ulteriormente la crisi che sta mettendo in ginocchio l’economia globale.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook

Instagram 

X

TikTok 

YouTube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata