giovedì 16 Luglio 2026
Terremoto in Venezuela, soccorsi a La Guaira. Poche speranze per i dispersi

In Venezuela la terra trema ancora. La Guaira è un cimitero a cielo aperto

Le scosse di assestamento rendono complesse e rischiose le operazioni di soccorso. Gli aiuti arrivano da tutto il mondo, Italia compresa, ma le speranze per i dispersi sono sempre più flebili. Tra le vittime anche Francesca Mannina

Di Giustino Marai
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La terra continua a tremare in Venezuela dopo il che ha devastato e il nord del Paese provocando almeno 920 vittime e 3mila feriti. Le scosse di assestamento ostacolano i soccorsi e rendono sempre più difficile trovare superstiti sotto le macerie, soprattutto a La Guaira, epicentro della tragedia.
Gli aiuti arrivano da tutto il mondo; l’Italia ha stanziato i primi 10 milioni di euro e inviato oltre cento operatori tra , Protezione civile e sanitari.

Scosse continue, soccorsi a rischio

La Croce Rossa internazionale lancia l’allarme sulle condizioni in cui stanno lavorando le squadre di emergenza. Loyce Pace, direttrice per le Americhe, ha spiegato alla Cnn che la minaccia è costante: «Ci sono tremori continui ogni volta che sono al telefono con il mio team sul posto. È abbastanza costante e fa paura».
Le scosse rendono pericoloso entrare nei quartieri più colpiti, valutare i danni e portare assistenza. Molti edifici sono instabili e rischiano nuovi crolli. Per questo migliaia di persone continuano a dormire all’aperto, mentre vengono allestiti rifugi temporanei.

L’arrivo delle squadre internazionali

La zona più colpita resta La Guaira, dove si concentrano le tra le macerie. Qui è arrivato anche il contingente italiano, trasferito via terra da Maracay, aeroporto di destinazione della . Il campo base viene allestito nello stadio del baseball e ospiterà vigili del fuoco, personale della Protezione civile e sanitari. Il contingente italiano è una delle dieci squadre internazionali già presenti nell’area delle operazioni. Cinque arrivano dall’Europa. Anche gli Stati Uniti hanno inviato cargo umanitari.
Tra gli aiuti attesi ci sono anche ospedali mobili. Ma il tempo passa e le speranze di trovare ancora persone vive si riducono di ora in ora.

Tajani: «Fino a 10 milioni di aiuti»

L’Italia ha rafforzato la propria missione. È decollato un secondo velivolo dell’Aeronautica con altre squadre specializzate dei vigili del fuoco. Il supporto è coordinato da Difesa, Farnesina e Dipartimento della Protezione civile.
«La situazione è purtroppo drammatica e provvisoria», ha detto Antonio Tajani a UnoMattina Weekly. «Un secondo aereo con personale italiano esperto in aree colpite da terremoti arriverà oggi. E abbiamo dato anche disposizione di aiuti finanziari, fino a 10 milioni di euro. E oltre 100 operatori saranno sul territorio venezuelano».

Confermata la morte di Francesca Mannina

Resta alta l’angoscia per la comunità italiana. Tajani ha confermato tre cittadini italiani deceduti, quattro feriti e 42 ancora dispersi. In Venezuela vivono circa 150mila connazionali registrati all’Aire, oltre a molti non .
Tra le vittime c’è Francesca Mannina, italo-venezuelana di origini palermitane, figlia di una emigrata da Balestrate a La Guaira. Risultava dispersa dopo il sisma. A confermarne la morte è stato lo zio Davide Emma: «, nipotina dal cuore immenso. Sempre pronta a incoraggiare, a donare speranza e ad augurare il bene», ha scritto sui social.

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