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sabato 18 Aprile, 2026
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Stadio San Siro ph X

Indagati per la vendita di San Siro due ex assessori, il dg del Comune Malangone e i consulenti di Inter e Milan

Le indagini sono scattate dopo l'analisi di alcune chat in cui si faceva riferimento a possibili turbative d'asta per favorire gli interessi privati di alcune società costruttrici

Da Laura Laurenzi
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L’indagine sulla vendita dello Stadio di San Siro a Milano potrebbe presto avere nuove evoluzioni. Da questa mattina sono in corso perquisizioni al Comune di Milano al M-I Stadio di Milan e Inter e nelle abitazioni di ex dirigenti e consulenti dei due club. Coinvolti anche gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e il dirigente generale di Palazzo Marino, Christian Malangone.

Le ipotesi di reato sono la turbativa d’asta e la rivelazione del segreto d’ufficio, in quanto l’obiettivo delle indagini è capire se la vendita del Meazza a Inter e Milan sia stata un’operazione che ha favorito gli interessi privati a scapito dell’interesse pubblico. Il sospetto è che possa essere stata preferita la “legge Stadi” per sostenere il progetto di determinate società costruttrici.

Nello specifico, a insospettire gli inquirenti è stata una chat tra l’architetto Stefano Boeri e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in cui il primo avvertiva che un suo progetto per lo stadio non era stato approvato e avvertiva il primo cittadino della possibilità che nella vendita stessero prevalendo gli interessi privati a scapito di quelli pubblici.

Inoltre, come riporta il Corriere, la Procura ritiene di avere già elementi su due “rivelazioni di segreto”, che dimostrerebbero presunte collusioni con cui i pubblici ufficiali avrebbero orientato la procedura verso interessi privati. Sembra che da alcune chat emergano fughe di notizie tra Malangone, Tancredi e De Cesaris.

I nomi coinvolti nell’inchiesta

Tra gli indagati figurano anche l’ex manager dell’Inter, Mark Van Huukslot, il presidente di Sport Life City, Giuseppe Bonomi e l’ex Ceo corporate dei nerazzurri, Alessandro Antonelli. Queste accuse sono rivolte anche a Simona Collarini, ex responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune ed allora responsabile unico del procedimento sullo stadio, e a Fabrizio Grena e Marta Spaini, rispettivamente consulenti di Inter e Milan.

Le perquisizioni e i sequestri dei cellulari si sono resi necessari a seguito dell’analisi delle chat e delle mail che sono state raccolte nella maxi inchiesta sulla gestione dell’urbanistica a Milano.

Leggi anche: Attentato a Ranucci: spunta l’ombra della Camorra dietro l’esplosione

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