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sabato 18 Aprile, 2026
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Iran. Adesso Meloni teme lo choc petrolifero

Fratin: "Speriamo la guerra finisca presto". Ma il governo resta immobile

Da Sergio Di Laccio
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Il governo italiano si prepara ad affrontare le conseguenze economiche dell’escalation in Medio Oriente.
Dopo gli attacchi contro l’Iran e la reazione dei Pasdaran, Giorgia Meloni ha avviato una consultazione interna alla maggioranza per valutare l’impatto sui prezzi dell’energia. L’obiettivo è individuare possibili contromisure prima che un eventuale choc petrolifero si rifletta sul bilancio domestico dei cittadini.
I mercati sono già in sofferenza. Le borse europee sono in calo, compresa Piazza Affari, mentre aumentano i prezzi di gas e carburanti. Intanto, secondo gli ultimi dati Istat, l’inflazione torna a salire e si attesta all’1,6% su base annua.

Nessuna decisione

A Palazzo Chigi si è svolta anche una riunione d’urgenza con i vertici di Eni e Snam. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Fratin ha ammesso che non si è assunta nessuna decisione; l’auspicio, ha proseguito, è che la guerra finisca quanto prima, altrimenti la situazione diventerebbe “molto seria”.
Viene però da chiedersi cosa stia facendo il governo perché l’ennesima guerra combattuta anche contro gli interessi italiani ed europei “finisca quanto prima”. Mentre le altre cancellerie si sono mosse, sebbene in ordine sparso, smarcandosi del tutto o limitando il proprio impegno a manovre difensive, anche stavolta il governo italiano appare in balia degli eventi. Come Crosetto a Dubai (?).

Iran: “Controlliamo lo Stretto di Hormuz”

La crisi arriva in un momento già delicato per la logistica energetica globale. Le sanzioni contro la Russia e le tensioni militari in diverse aree strategiche rendono più complesso il trasporto del greggio verso i mercati internazionali. Uno dei punti più sensibili è appunto lo Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo che separa la penisola arabica dalle coste dell’Iran. Per lo Stretto, snodo fondamentale per le esportazioni dei Paesi del Golfo, passa oltre un quinto del petrolio trasportato via mare nel mondo e più del 30% del gas naturale liquefatto.
Stamani l’alto ufficiale Mohammad Akbarzadeh ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz sarebbe attualmente “sotto il completo controllo della forza navale della Guardia rivoluzionaria”.

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