Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha annunciato che la Spagna non potrà partecipare al Cmcc di Kiryat Gat, il centro civile-militare incaricato di monitorare il cessate il fuoco nella Striscia. Secondo Tel Aviv, il governo di Pedro Sánchez avrebbe mostrato un “pregiudizio anti-israeliano” tale da compromettere qualsiasi ruolo operativo. La decisione, già comunicata agli Stati Uniti, riguarda una struttura militare nel sud di Israele dove sono presenti anche altri Paesi europei, tra cui l’Italia.
Rapporti tesi
Quello tra Madrid e Tel Aviv è un rapporto che si è fatto progressivamente più incandescente nel corso degli ultimi due anni e mezzo. Dall’inizio della guerra a Gaza, il governo spagnolo ha criticato duramente l’operato israeliano, denunciando le ripetute violazioni del diritto internazionale e chiedendo più volte lo stop ai bombardamenti della Striscia. La Spagna aveva vietato sin dall’inizio la vendita e l’acquisto di armamenti con Israele, e a settembre scorso il primo ministro Sanchez aveva annunciato misure per rendere tale divieto permanente per legge. Nel corso degli ultimi due mesi, poi, la Spagna ha chiuso il proprio spazio aereo ai velivoli statunitensi coinvolti nell’attacco all’Iran, ritirato il proprio ambasciatore da Israele e riallacciato i rapporti diplomatici con l’Iran.
Le parole di Netanyahu e Chikli
Oltre a Sa’ar, che ha accusato Madrid di guidare una linea “ostile e anti-israeliana”, si è espresso anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu: “Coloro che attaccano lo Stato di Israele invece dei regimi terroristici non saranno nostri partner per il futuro della regione”, ha dichiarato. “Non sono disposto a tollerare questa ipocrisia e ostilità. Non intendo permettere a nessun Paese di intraprendere una guerra diplomatica contro di noi senza pagarne immediatamente il prezzo”.
Persino meno diplomatico il ministro della Diaspora Amichai Chikli, che sotto un post su X in cui il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez condannava l’offensiva contro il Libano ha commentato: “Non ci sono parole per esprimere il disprezzo che provo per te. Sei un completo e assoluto signor nessuno”.
La risposta spagnola
Agli attacchi scomposti del governo israeliano, evidentemente abituato alla postura timida o alla tronfia complicità di altri governi europei di fronte ai loro orridi e ripetuti crimini, ha risposto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares.
Albares ha ricordato che Madrid ha votato tutte le sanzioni al regime iraniano, ha condannato le esecuzioni di oppositori e richiesto la cessazione immediata del lancio di missili e droni, oltre alla riapertura dello stretto di Hormuz. “Ma con la stessa forza diciamo a Israele che ciò che sta facendo in questi momenti in Libano è tentare di mandare all’aria la trattativa che si aprirà a Islamabad”, ha aggiunto, denunciando la “violazione flagrante del diritto internazionale umanitario” da parte di Israele, e chiedendo di porre fine ai bombardamenti indiscriminati contro la popolazione civile e contro gli ospedali.
Parole misurate che cadranno certamente nel vuoto.
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