Amal Khalil, giornalista di 43 anni del quotidiano Al Akhbar, è stata uccisa durante un raid aereo delle Israel Defense Forces (IdF), nel sud del Libano. La cronista, insieme alla fotografa Zeinab Faraj, stava realizzando un reportage sulle operazioni israeliane a Tiri.
La vicenda
Secondo le ricostruzioni le due donne si trovavano su un’automobile e avrebbero trovato riparo dai bombardamenti in un edificio, che poi sarebbe stato colpito da alcune granate. Amal Khalil sarebbe rimasta intrappolata fra i detriti delle costruzioni, mentre Faraj sarebbe stata assistita dai soccorritori, riuscendo a mettersi in salvo.
Israele spara sui soccorritori
Secondo quanto riportato dal ministero della salute libanese, e da un alto ufficiale, gli aiuti sarebbero stati impediti da Israele, che avrebbe sparato contro i soccorritori per evitare che intervenissero.
Quando i colpi sono finiti, gli operatori dell’ambulanza non hanno potuto fare altro che entrare nell’edificio e recuperare il corpo senza vita della giornalista.
L’ultimo messaggio di Amal Khalil: Sto bene
È commovente l’ultimo messaggio lasciato dalla giornalista libanese ai colleghi: “Sto bene… L’auto che mi precedeva è stata colpita da un attentato”.
La donna lavorava per il giornale Al Akhbar da 20 anni e viveva il suo lavoro come una “forma di resistenza” e il suo reportage come testimonianza. In passato aveva già ricevuto messaggi di morte.
Il Committee to Protect Journalists: “Omicidio mirato”
Il Committee to Protect Journalists non ha dubbi, l’uccisione di Khalil sarebbe un “omicidio mirato” e violerebbe il diritto umanitario internazionale. D’altronde Israele, nel corso di questa guerra ha già mostrato la totale indifferenza e il totale disprezzo per il lavoro svolto dai cronisti sul campo. Basti pensare che dal sette ottobre lo Stato ebraico avrebbe causato la morte di circa 11 giornalisti. In questo caso, alcuni media israeliani hanno difeso l’operato dell’Idf, sostenendo che il quotidiano per cui lavorava Khalil era filo-Hezbollah.
La difesa dell’Idf
I militari israeliani hanno così giustificato il loro attacco contro l’edificio in cui aveva trovato rifugio la giornalista: “I terroristi hanno oltrepassato la linea di difesa avanzata e si sono avvicinati alle forze in un modo che costituiva una minaccia immediata. Dopo essere stati identificati come responsabili di una violazione del cessate il fuoco. L’aviazione ha quindi colpito uno dei veicoli e poi un edificio in cui i terroristi si sono rifugiati”. (Times of Israel)
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