giovedì 13 Agosto 2026
La Camera salva Delmastro e blinda le chat

La Camera salva Delmastro e blinda le chat. Conte: “Meloni non scuda il caro vita ma gli amichetti”

La maggioranza respinge a scrutinio segreto la richiesta della Procura di utilizzare le chat dell’ex sottosegretario con Mauro Caroccia: 206 sì alla relazione della Giunta, 133 no. Schlein attacca Meloni sulla trasparenza, il M5S protesta in Aula con la campagna “Fuori le chat”

Di Redazione
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La maggioranza fa quadrato e salva Andrea . L’Aula della , a scrutinio segreto, respinge la richiesta della Procura di Roma di autorizzare il sequestro e l’utilizzo delle chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia e Mauro Caroccia, ritenuto dagli inquirenti presunto prestanome del clan senese. Passa la relazione della Giunta per le Autorizzazioni che proponeva il diniego: i sì sono 206, i no 133. Un voto prima ancora che procedurale, arrivato al termine di una giornata ad altissima tensione.

L’affondo di Schlein: “Meloni copre i suoi invece di pensare agli italiani”

Le opposizioni provano fino all’ultimo a trasformare il caso in un banco di prova sulla trasparenza del governo. La segretaria del Pd Elly Schlein chiama direttamente in causa Giorgia Meloni: “La aveva scelto parole molto nette, aveva detto che non avrebbe più coperto nessuno. Perché la presidente del Consiglio sta facendo il contrario?”. Poi insiste: “Permettete che ogni dubbio venga finalmente chiarito. La trasparenza produce esattamente questo effetto, chiude le , rafforza la credibilità delle istituzioni e restituisce fiducia ai ”. E ancora: “Per anni abbiamo ascoltato esponenti di Fratelli d’Italia dai banchi dell’ sostenere che chi esercita funzioni pubbliche ha il dovere di sottoporsi a ogni verifica… Poi, arrivati al governo, questo principio è cambiato improvvisamente. La trasparenza continua ad essere invocata solo se riguarda qualcun altro, mai se riguarda se stessi e io mi chiedo perché le regole cambino ogni volta che ad essere coinvolto è qualcuno che appartiene alla stretta cerchia della presidente del Consiglio”.

La protesta dei 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle mette in scena una doppia protesta parlamentare. Alla Camera, al termine dell’intervento di Giuseppe Conte, i deputati sventolano i telefoni rilanciando la campagna #fuorilechat. “Un po’ di dignità, fuori queste chat, tirate fuori i cellulari. Forza”, scandisce l’ex premier.  “Qui oggi parliamo di uno scudo: contro il carovita, il calo degli stipendi, il crollo della produzione industriale? No, uno scudo per gli amici di , queste sono le priorità nei confronti dei cittadini, da cui siete distanti anni luce”. Ha detto il leader M5s  intervenendo in Aula. “La maggioranza si appresta a scudare un amichetto di partito comprimendo il di difesa di un cittadino, quindi vi infischiate anche dei diritti costituzionali. Avete macchiato con disonore le istituzioni, lo scudo vi appartiene per mentalità”, ha aggiunto Conte. In contemporanea, al i senatori pentastellati gridano “Fuori le chat, fuori le chat”, costringendo la presidenza a sospendere temporaneamente la seduta. Dopo il voto, la protesta si sposta sotto i banchi della maggioranza: ancora cellulari alzati, ancora la richiesta di rendere pubbliche le conversazioni.

Il messaggio politico

Il risultato mette al riparo Delmastro sul piano parlamentare, ma non spegne lo scontro politico. Le opposizioni leggono il voto come la prova di un garantismo a corrente alternata. La maggioranza, invece, difende la scelta come tutela delle prerogative parlamentari e del perimetro delle garanzie costituzionali. Il muro della Camera, per ora, resta in piedi.

 

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