La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha respinto la richiesta della Procura di Roma di acquisire le conversazioni tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, detenuto con l’accusa di associazione mafiosa. La decisione è stata presa con i voti del centrodestra. Il provvedimento dovrà ora essere sottoposto all’esame in Aula a Montecitorio. Il via libera è stato negato accogliendo la relazione presentata dal deputato di Forza Italia Pietro Pittalis. Secondo il relatore, infatti, la richiesta avanzata dalla Procura presenterebbe diverse criticità. «La relazione ha messo in luce le criticità della richiesta della Procura di Roma relative alla genericità dell’oggetto, all’assenza di delimitazione temporale e alla mancata dimostrazione dell’impraticabilità di mezzi meno invasivi», ha dichiarato Pittalis.
Dura la reazione del M5S, che ha contestato la scelta della Giunta, accusando la maggioranza di ostacolare il lavoro della magistratura. Le pentastellate Enrica Alifano, Carla Giuliano e Daniela Torto – anche loro esponenti dell’organo parlamentare – hanno affermato: «Le Giunte delle autorizzazioni di Camera e Senato sono diventate organi scudificio per i politici del centrodestra, la maggioranza respinge qualsiasi richiesta dei magistrati a prescindere da ogni valutazione di merito. Devono solo proteggere sé stessi. Dovendo trovare degli argomenti di facciata, si nascondono, come oggi sul deputato Delmastro, dietro argomentazioni infondate come una presunta genericità della richiesta della Procura di Roma. La verità è che la Procura ha affermato che le comunicazioni tra Caroccia e Delmastro sono indispensabili per capire se, come si ipotizza, i Caroccia nel ristorante in cui erano in società con Delmastro riciclassero denaro per conto del clan Senese».
La protesta del M5S si è poi spostata in Senato, dove cinque parlamentari hanno occupato i banchi del Governo esponendo cartelli con la scritta «Fuori le chat». Una protesta durata oltre trenta minuti. Alle grida di «Vergogna, vergogna» la maggioranza ha risposto: «Buffoni, buffoni». La tensione è rapidamente degenerata in un botta e risposta tra gli esponenti di maggioranza e opposizione. Nel corso del confronto, il senatore di FdI Roberto Menia ha raggiunto il capogruppo del M5S Luca Pirondini, sottraendogli il cartello che stava esponendo. Per calmare i senatori, è intervenuto il personale di Palazzo Madama.
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