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domenica 19 Aprile, 2026
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Donald Trump, guerra in Iran

La guerra di Trump rischia di impantanarsi: verso il conflitto totale con i soldati di terra

Una serie di escalation sempre più violente, ma nessun risultato concreto all'orizzonte. Gli Usa rischiano di restare impanati in un conflitto senza strategia

Da Laura Laurenzi
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L’unica certezza del conflitto in Iran è che per ora non vi è una data di conclusione dei bombardamenti. Dal 28 febbraio, Donald Trump continua a millantare una possibile conclusione breve della guerra, vantandosi dei risultati finora ottenuti e della distruzione provocata in Medio Oriente, anche grazie al sostegno israeliano.

Al contempo, però, il regime iraniano resiste. Alla morte della Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha preso il suo posto suo figlio Mojtaba. Ancora più vendicativo e antiamericano del padre. A ogni attacco da Washington e Tel Aviv, corrisponde una rappresaglia iraniana in Israele o in un Paese del Golfo. Il tutto a scapito di milioni di persone, spettatori e vittime innocenti di una guerra che sembra senza direzione.

I Paesi europei hanno rifiutato di prendere parte al conflitto, come chiesto da Trump, spiegando di non vedere una strategia dietro gli attacchi del Tycoon. Lo stesso che, in questi giorni, sta valutando l’invio di migliaia di soldati in Medio Oriente. A riportarlo è l’agenzia di stampa Reuters, che sottolinea come una delle opzioni maggiormente discusse sia l’invio di forze di terra sull’isola di Kharg.

Si tratta di uno dei territori simbolo di questa guerra, essendo il cuore dell’industria petroliera di Teheran. Altrimenti, i soldati statunitensi potrebbero essere dispiegati lungo le coste dell’Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz. Una vera e propria escalation che è discussa sin dall’inizio della guerra e che presto potrebbe realizzarsi.

Donald Trump sembra particolarmente frustrato da un nuovo conflitto, dopo quello russo-ucraino, difficile da concludere. I toni del presidente Usa diventano di giorno in giorno più duri. Nella notte, ha minacciato di distruggere l’enorme giacimento di gas iraniano di South Pars se Teheran dovesse attaccare nuovamente l’importante impianto di produzione di gas naturale liquefatto di Ras Laffan in Qatar. Una minaccia che vuole intimorire un Paese che non ha intenzione di arrendersi e il cui regime, come confermano i rapporti di intelligence Usa, non è affatto vicino al collasso.

Leggi anche: Nucleare iraniano e rischio di escalation: Gabbard sbugiarda Trump

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