“L’Italia, al fianco dei partner internazionali, inclusi i Paesi del Golfo maggiormente colpiti, resta fermamente impegnata nel promuovere un allentamento della tensione in Medio Oriente“. È questo il sunto della nota firmata da Giorgia Meloni e diffusa oggi da Palazzo Chigi a seguito delle nuove evoluzioni del conflitto in Iran.
La premier ha voluto esprimersi ufficialmente, anche a nome del Governo, per manifestare “il più profondo cordoglio alla Francia per la scomparsa di uno dei militari rimasti coinvolti da un nuovo, ingiustificabile attacco a Erbil”.
Meloni ha poi confermato la vicinanza dell’Italia alla famiglia della vittima così come alle autorità francesi in questo momento di dolore. “Rivolgo un pensiero di pronta guarigione agli altri militari feriti, nell’auspicio di un rapido e completo recupero”, si legge ancora nella nota che si conclude con una conferma delle intenzione del suo governo: “Continueremo a lavorare con determinazione affinché la pace e la stabilità nella regione siano ristabilite“.
La nota di Meloni dopo l’attacco a Erbil
Un messaggio che arriva a seguito di giornate caratterizzate da forti tensioni. Ieri, un drone iraniano ha colpito la base di Erbil dove si trova un contingente di soldati italiani. Nessuno dei nostri connazionali è rimasto ferito, ma lo sdegno per l’attacco ha ben presto raggiunto i più alti vertici dello Stato italiano.
Oggi, il Presidente francese, Emmanuel Macron, ha confermato la morte del maresciallo Arnaud Frion, rimasto coinvolto nello stesso raid che ha riguardato i soldati italiani. Inoltre, numerosi altri militari francesi sono rimasti feriti a causa della brutalità dell’attacco.
L’importanza della base di Erbil
Un raid che avrebbe potuto rappresentare una escalation catastrofica del conflitto. Camp Singara, la base che si trova a Erbil, nel Kusrdistan iracheno, è strategica in quanto rappresenta il fulcro della presenza italiana in Medio Oriente.
L’Italia si trova nel Paese islamico nell’ambito della Coalizione Internazionale anti-Isis, con il compito di addestrare le forze di sicurezza curde e irachene. I militari italiani, quindi, non combattono direttamente ma impediscono il ritorno di cellule terroristiche che potrebbero minacciare l’Europa.
La base è vista positivamente sia dal governo centrale iracheno che dalle autorità curde, in quanto coopera alla stabilità del Paese. Il raid dell’Iran, quindi, avrebbero potuto essere visto come un attacco al potere occidentale, di cui queste basi militari rappresentano una estensione.
La Francia ha comunque già confermato che non vi saranno conseguenze per l’attacco. Allo stesso modo l’Italia, durante il Consiglio Supremo di Difesa che si è tenuto oggi al Quirinale, ha rinnovato la sua preoccupazione per la stabilità globale, garantendo però di non voler entrare in alcun modo nel conflitto in corso.
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