La donna morta nell’attentato terroristico avvenuto durante il Christopher Street Day a Berlino era originaria della Polonia. A renderlo noto è stato il sindaco della capitale tedesca Kai Wegner, intervenuto all’inaugurazione di una mostra sull’Insurrezione di Varsavia del 1944, ospitata al Municipio Rosso. Secondo quanto riferito da Wegner, la vittima si trovava a Berlino insieme alla figlia per partecipare al Pride. La giovane ha riportato ferite gravi, ma per ora non è in pericolo di vita.
Il primo cittadino ha espresso il proprio cordoglio all’incaricato degli Affari della Repubblica di Polonia Jan Tombinski, ribadendo al contempo la vicinanza alla famiglia della vittima. «Sono rimasto profondamente scosso da ciò che è accaduto sabato. I miei pensieri sono rivolti a voi e soprattutto alla figlia e ai familiari della donna assassinata», ha dichiarato Wegner, «Questo attentato terroristico è il risultato dell’odio. Servono più cooperazione, più solidarietà, meno odio e meno guerre nel mondo».
Un portavoce della Cancelleria del Senato di Berlino, inoltre, ha confermato lunedì i dettagli diffusi dal quotidiano «Bild», secondo cui la vittima aveva 65 anni. La notizia della cittadinanza polacca della vittima è stata confermata anche dal Ministero degli Esteri polacco, che tuttavia non ha diffuso ulteriori informazioni sull’identità della donna.
L’identificazione ufficiale non è stata ancora completata: secondo quanto riferito, i familiari non hanno ancora effettuato il riconoscimento del corpo presso l’istituto di medicina legale. Fino alla conclusione delle procedure formali, la salma resterà custodita nell’obitorio giudiziario e potrà essere riconsegnata alla famiglia soltanto dopo il completamento degli accertamenti necessari.
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