Le opposizioni replicano a Giorgia Meloni, in Aula in Senato. Pungente Stefano Patuanelli (M5s): “Se fossi al governo io proporrei di dare mille euro con un click. Al di là della battuta, il presupposto alla sua richiesta di dialogo doveva essere ‘anch’io ho fatto qualche sciocchezza, ad esempio durante il Covid'”.
Interviene anche il capogruppo di Avs Giuseppe De Cristofaro: “Meloni ha dedicato all’Iran pochi minuti della sua relazione”. Il presidente del gruppo Misto a Palazzo Madama ha inoltre recriminato alla premier di aver approfittato “della situazione per fare la sua guerra personale alla transizione ecologica, senza una parola di condanna o comunque di presa di distanza da quanto sta accadendo in Medio Oriente”. Ed ha sottolineato: “Non basta dire che l’Italia non fa parte di questa guerra. La guerra c’è e l’Italia è un’alleata strategica di Trump”.
Inoltre, il senatore Francesco Boccia (Pd) ha detto a Sky Tg24: “L’unico paragone politico che mi viene in mente è Ponzio Pilato, nel senso che ci aspettavamo che riprendesse in qualche modo l’appello del presidente della Repubblica di ieri sul diritto internazionale calpestato, invece Meloni ha detto che il diritto internazionale di fatto non c’è più. Volevamo capire dove si pone l’Italia in questa fase storica, volevamo che dicesse a Trump e Netanyahu che non si può risolvere tutto con le guerre”.
Al termine della seduta, Giorgia Meloni ha ribadito l’invito all’unità in questo particolare contesto e di non contribuire alla disgregazione, perché “così non si fanno gli interessi dell’Italia e dell’Europa”. “Non siamo noi che decidiamo cosa sia l’Occidente” – ha risposto la premier al leader di Azione Carlo Calenda, secondo cui era necessario dissociarsi dalle azioni di Donald Trump.
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