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sabato 18 Aprile, 2026
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Giovanni Donzelli ph Ansa

Le risposte imbarazzanti di Donzelli sulle dimissioni di Santanchè

Il deputato e responsabile nazionale di FdI evita alcune domande dei cronisti sull'ex ministra del Turismo e si lascia andare a considerazioni sommarie che smascherano le difficoltà di Meloni

Da Laura Laurenzi
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Giovanni Donzelli, deputato di FdI e responsabile nazionale dell’organizzazione del partito di Giorgia Meloni, non è riuscito a nascondere le difficoltà del governo nei giorni che hanno seguito la vittoria del “No” al referendum della Giustizia. Davanti ai giornalisti ha balbettato o evitato domande spinose sulle dimissioni di Daniela Santanchè da ministra del Turismo. Sui motivi di questa decisione Donzelli è apparso imbarazzato: “Serviva dare l’idea di un cambio di passo, non sul tema del turismo, ma su messaggi che erano stati ricevuti dal voto degli elettori”.

Il deputato ha aggiunto rapidamente: “Sono comunque ipotesi che sto facendo io”. Subito dopo, però, arriva una specifica non del tutto corretta. “Credo che la presidente del Consiglio possa scegliere quando e come avvalersi dei propri ministri”, ha sostenuto convinto, senza ricordare però che è solamente il Parlamento a poter sfiduciare un ministro e non solo la volontà del premier. Una situazione che nel caso di Santanchè non è stata necessaria, visto che la pitonessa ha deciso di pronunciare, seppur controvoglia, il suo “obbedisco“. L’ex ministra era sopravvissuta a tre voti di sfiducia, riuscendo a rimanere a capo del ministero che le era stato affidato. A farla capitolare è stato un referendum il cui merito le interessava poco, ma la cui forza politica l’ha travolta.

Davanti ai cronisti che ricordano come Santanchè abbia sostenuto di star pagando pene altrui, Donzelli ha deciso di non rispondere, evitando un terreno accidentato. “Ha lavorato bene e per questo la ringraziamo”, ha tagliato corto, sottolineando che FdI non riterrà mai che “spetti alla magistratura fare la selezione della classe dirigente”. In sostanza, Santanchè non sarebbe stata allontanata dal ministero perché inquisita, ma solamente per questioni di “opportunità politica”. Quali esse siano, però, non è dato saperlo. Ciò che è certo è che la forza del voto popolare ha creato crepe nell’esecutivo Meloni che saranno complesse da risanare.

Leggi anche: “Meloni sta sbagliando tutto. Così perdiamo” Tensione altissima in Forza Italia

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