Sembra proprio la fine di un’epoca. Dopo il passo indietro da capogruppo del Senato, sarà costretto a farne altri Maurizio Gasparri, da trent’anni in politica e sugli schermi tv, senatore di lungo corso, già ministro delle Comunicazioni e volto storico della destra italiana, cresciuto politicamente nel solco di Gianfranco Fini e dell’ex Alleanza Nazionale e poi all’ombra di Silvio Berlusconi. Il suo è un ridimensionamento tanto silenzioso quanto definitivo.
Secondo fonti interne agli azzurri sarebbero al lumicino le possibilità restare nella Commissione di Vigilanza Rai. Il senatore che non è mai rimasto nell’ombra, nel 2023 durante l’audizione in Commissione aveva messo su un cabaret contro Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, mostrando una bottiglietta di cognac e una carota. Per «farsi coraggio», sostenendo di non voler «mangiare nessuno».
Adesso anche le possibilità di occupare quella poltrona sembrano «evaporate» dicono tra gli azzurri. Il segnale politico è chiaro e porta la firma della galassia berlusconiana, dove gli equilibri contano più delle fedeltà personali. Gasparri smetterebbe così di essere il terminale operativo delle strategie di Antonio Tajani con certa soddisfazione anche di Gianni Letta, oltre della famiglia Berlusconi. Sarebbe stata infatti la primogenita del Cavaliere, Marina Berlusconi, a chiedere un passo di lato a Gasparri come capogruppo al Senato. Il senatore sconta in questo campo la battaglia, rivelatasi perdente, per sostenere Simona Agnes alla presidenza Rai. E così ecco il ridimensionamento non solo di ruolo ma anche di visibilità. Prossimamente saranno ridotte anche le incursioni mediatiche con cui il senatore ci aveva abituato negli ultimi 30 anni.
Del resto era stato proprio Piersilvio Berlusconi nel 2025 alla presentazione dei palinsesti Mediaset, a dare l’indicazione strategica in linea con la sorella Marina sulla creatura politica fondata dal padre «Tajani, Rita Dalla Chiesa, Gasparri sono bravissimi però servono presenze nuove, idee nuove». Ecco fatto.
Che Gasparri sarebbe stato tra i primi a dover fare un passo indietro era già scritto. E anche recentemente annunciato. Pochi lo ricorda, ma ci sono i video che restano ai posteri: il 26 gennaio durante la tappa a Napoli della gran kermesse di Forza Italia per ricordare il trentaduesimo della discesa in campo di Silvio Berlusconi, il destino di Gasparri era stato profetizzato da Maria Elisabetta Alberti Casellati, ex Regina del Senato con ambizioni Quirinalizie. Maurizio Gasparri faceva il minutaggio degli interventi dal palco, brutalmente le ha detto di stringere: troppa trama. Lei lo gela: «Sto concludendo, Maurizio, non ti preoccupare. Gasparri è il nostro grillo parlante. Non so che fine potrà fare, eh!». Nella favola Collodi il Grillo, voce della coscienza, finisce spiaccicato da Pinocchio con un martello.
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