L’Italia sarà assente al summit ristretto sull’Ucraina che si terrà nel tardo pomeriggio del 7 giugno a Londra, tra il presidente francese, Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco, Friedrich Merz e il primo ministro britannico, Keir Starmer e il leader di Kiev, Volodymyr Zelensky. L’assenza di Giorgia Meloni fa crescere gli interrogativi sul ruolo del nostro Paese nei principali tavoli europei dedicati al conflitto e al futuro dell’Ucraina.
Tra i temi che avrebbero contribuito all’esclusione italiana vi sarebbero le divergenze sull’adesione accelerata di Kiev all’Ue e sulle strategie di sostegno all’Ucraina. Francia, Germania e Regno Unito vorrebbero rafforzare il coordinamento europeo, mentre il governo italiano continua a sostenere la necessità di mantenere un dialogo stretto con gli Stati Uniti di Donald Trump.
Meloni ricerca la sponda di Trump
Meloni è infatti impegnata nel consolidamento dei rapporti con Washington, dopo lo strappo e le tensioni che si sono registrati nei mesi scorsi con l’amministrazione Trump. In questo quadro si inserisce anche il viaggio del ministro della Difesa, Guido Crosetto, negli Usa per incontrare il suo omologo Pete Hegseth e discutere di riarmo. Mentre Meloni guarda oltreoceano, in Europa i leader si incontrano per mandare un messaggio di unità a Putin e per mostrare a Trump che il sostegno all’Ucraina è possibile anche a seguito del suo allontanamento.
L’assenza di Meloni è finita al centro dei riflettori anche perché segue quella del recente vertice Ue-Balcani. La Presidente del Consiglio ha spiegato che la sua assenza sarebbe stata dovuta a un semplice ritardo in agenda, specificando che non avrebbe alcun problema a confrontarsi con leader alleati con cui non condivide la posizione su un determinato argomento.
I possibili incontri con i leader Ue
Nel frattempo cresce anche l’incertezza sul formato dei prossimi incontri europei dedicati all’Ucraina. Le assenze della Presidente del Consiglio potrebbero aver convinto il cancelliere tedesco a cancellare del tutto il summit sull’Ucraina previsto per metà giugno in formato E5, ovvero alla presenza di Italia e Polonia. Un incontro a cui Meloni avrebbe guardato con un certo interesse, consapevole che la foto di rito con i leader presenti sarebbe stata utile a cancellare i timori di un isolamento dell’Italia dai tavoli che contano in Europa.
La prossima occasione di confronto tra i leader occidentali sarà il G7 di Evian del 15 giugno, al quale dovrebbe partecipare anche Donald Trump. Non si esclude che la questione ucraina possa essere affrontata in un faccia a faccia tra i Volenterosi e il tycoon. La Germania spinge per un’entrata limitata, con Kiev nell’Ue ma senza diritto di voto, mentre la Commissione europea riflette su un processo accelerato che si concluda con un’adesione completa. In Italia il tema divide la maggioranza: la Lega si è detta del tutto contraria, mentre FI e FdI hanno ricordato che prima è necessario garantire l’adesione ai Paesi dei Balcani e all’Albania dell’alleato Edi Rama.
Sul terreno, intanto, il conflitto continua. L’Ucraina è tornata ad attaccare la Russia con una serie di raid su Mosca e San Pietroburgo, la città dove nei giorni scorsi si è tenuto il Forum economico annuale, alla presenza del presidente Vladimir Putin. “Queste sono le nostre sanzioni”, ha spiegato il leader ucraino, dicendosi pronto a proseguire il conflitto in nome della libertà del suo popolo e dell’integrità territoriale della sua Nazione.
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