La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo fonti di Governo, ha incontrato a Palazzo Chigi la ministra del Lavoro Marina Calderone. Sul tavolo il tema dei salari e dell’efficacia delle misure già adottate per il sostegno dell’occupazione.
Durante il colloquio la Premier e la ministra del lavoro si sarebbero confrontate sulle eventuali misure da introdurre, in vista della Festa dei Lavoratori del 1° maggio, per contrastare il fenomeno del lavoro povero.
Meloni si vantò dei record sull’occupazione, ma i salari restano bassi e aumenta il precariato
La Presidente Meloni, è cosa nota, ad aprile del 2025 festeggiò il record sull’occupazione, peccato che dietro quel dato apparentemente positivo, si nascondessero diversi aspetti critici rispetto alla qualità del lavoro, che permangono ancora oggi. In primo luogo i salari italiani continuano a essere fra i più bassi in Europa, e il loro valore è sceso ancor di più se si considera l’innalzamento dei costi del carrello della spesa, dell’energia e dei carburanti.
In secondo luogo l’occupazione giovanile risulta ancora in stallo ed è caratterizzata da precarietà e da salari bassi. Basti pensare che la retribuzione media dei giovani italiani under 30 si aggira intorno ai 14.000/15.000 euro (dati Instat 2022).
Il centrosinistra continua a spingere per l’introduzione di un salario minimo, che garantirebbe una retribuzione minima dignitosa a ciascun lavoratore e aiuterebbe le fasce più fragili a contribuire attivamente all’economia del Paese.
La destra ha sempre respinto questa soluzione, per cui non resta che attendere le alternative che l’esecutivo intende proporre per fronteggiare il problema del lavoro povero. Vincere la sfida contro il lavoro povero è infatti sempre più urgente, perchè il rischio è che si acuiscano le disuguaglianze sociali, che aumenti la dipendenza dai sussidi pubblici e che sia impedito ai giovani di costruirsi un futuro.
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