Un selfie dal basso, con la faccia semisoddisfatta e uno sguardo di sfida. Così Giorgia Meloni ha deciso di rispondere pubblicamente alle indiscrezioni sulla sua foto in compagnia di Gioacchino Amico, accusato di essere il referente del Clan Senese in Lombardia. La premier non perde l’occasione di accusare la stampa italiana, citando quella che definisce la “redazione unica”, composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report, e sostenendo che quella da loro portata avanti sia una “tesi bizzarra”.
Il riferimento è alle ipotesi avanzate su un possibile collegamento tra FdI e ambienti della criminalità organizzata. “Questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che, in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie”, ha spiegato Meloni, omettendo però di commentare quella che è la vera notizia riportata da queste testate: secondo alcuni parlamentari, Amico avrebbe avuto un pass per entrare a Montecitorio e Palazzo Madama.
Le reazioni di Pd e M5S al selfie di Meloni
Un aspetto messo in luce anche da diversi esponenti dell’opposizione. “Non è un selfie qualsiasi. È un fatto politico. Siamo al 2 febbraio 2019, all’Hotel Marriott Milano. La prima grande iniziativa di Fratelli d’Italia al Nord, in vista delle elezioni europee”, ha sostenuto l’europarlamentare del Pd, Sandro Ruotolo, chiarendo che la giustificazione di Meloni non reggerebbe affatto: “Il punto non è dire oggi ‘non sapevo’, ma specificare che Amico non sarebbe stato un imbucato. Avrebbe frequentato ambienti politici, accompagnato dirigenti, partecipato alla campagna elettorale. E soprattutto: alcuni livelli del partito potrebbero aver saputo chi fosse”.
Un pensiero rilanciato anche dai rappresentanti del M5S nelle commissioni Antimafia e Giustizia della Camera e del Senato, secondo cui la premier dovrà “rendere conto di un quadro complessivo gravissimo che riguarda il suo partito”. Secondo i pentastellati, la classe dirigente che accompagna Meloni sarebbe “permeabile e avvicinabile, se non addirittura inquinata da ambienti criminali”. Inoltre, a pesare su FdI è la pubblicazione di questa foto a poche settimane dallo scandalo legato all’ex Sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, e ai suoi presunti rapporti con il prestanome del clan Senese, Mauro Caroccia.
“Meloni deve rendere conto del fatto che il suo governo con tante assurde nuove norme ha spianato la strada proprio a questi esponenti delle mafie che si presentano senza coppola e lupara ma con l’abito buono”, hanno continuato gli esponenti del M5S, citando l’innalzamento delle soglie per gli affidamenti di appalti senza gara, la liberalizzazione dei subappalti a cascata, l’abolizione dell’abuso d’ufficio e la riforma dei poteri di controllo della Corte dei Conti. Uno scandalo che potrebbe seguire Meloni fino alle sue dichiarazioni in Parlamento il prossimo 9 aprile.
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