lunedì 15 Giugno 2026
Meloni Senese

Meloni e la foto con il pentito dei Senese: aveva un pass alla Camera

L’inchiesta di Report sui rapporti tra esponenti di Fratelli d'Italia e ambienti legati al clan: nello scatto con la leader del partito compare anche il collaboratore di giustizia Gioacchino Amico

Da Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

È da uno scatto del 2019 che riparte l’inchiesta televisiva di , il programma in onda su condotto da Sigfrido Ranucci, pronta a riaccendere i riflettori sui rapporti tra esponenti di Fratelli d’Italia e ambienti legati al clan Senese. L’immagine ritrae la leader del partito, Meloni, durante una convention organizzata in un grande albergo di Milano il 2 febbraio di quell’anno. In prima fila, seduto accanto al palco, compare anche Gioacchino Amico, uomo indicato dagli investigatori come referente dei Senese in Lombardia e oggi collaboratore di giustizia nel processo Hydra.

Quella giornata segna uno dei momenti più importanti per il partito in vista delle elezioni europee. In sala sono presenti molti dirigenti destinati a entrare nel governo: Ignazio La Russa, Raffaele Fitto, Daniela , Adolfo Urso e Guido Crosetto. Alla fine dell’incontro Amico si avvicina alla leader, chiede una e la ottiene. Poco dopo inizia a far circolare lo scatto tra contatti e conoscenti.

Secondo quanto raccontato a Report da un ex parlamentare, quella fotografia serviva per accreditarsi. «Diceva di avere agganci dentro Fratelli d’Italia e voleva dimostrare fino a dove arrivava», è la testimonianza raccolta dalla trasmissione.

All’epoca Amico non risulta ancora indagato per mafia, ma il suo passato giudiziario è già segnato da una condanna per ricettazione e da arresti per e associazione a delinquere. Le carte dell’inchiesta Hydra lo descrivono come una figura di collegamento tra diversi gruppi criminali, capace di mettere in contatto uomini vicini a Matteo Messina Denaro, esponenti della ‘ndrangheta e membri del clan guidato da Michele Senese.

Non si tratta di una presenza isolata. Due settimane dopo la convention, Amico accompagna l’eurodeputato Carlo Fidanza al di Grande . Dal palco riceve anche un saluto . Nei mesi successivi partecipa alla campagna elettorale per le europee, rafforzando relazioni e contatti.

Ma il dettaglio che solleva più interrogativi riguarda l’accesso alla Camera dei deputati. L’ex parlamentare che aveva ricevuto il selfie sostiene che Amico sia entrato a Montecitorio senza ostacoli, come se fosse in possesso di un tesserino. Un racconto che coincide con quanto lo stesso collaboratore di giustizia avrebbe riferito agli investigatori: la disponibilità di un badge capace di garantire ingressi e uscite dal con facilità.

Un elemento che, se confermato, aprirebbe uno scenario delicato. Non solo per il passato dell’uomo, ma per il significato politico e simbolico di un accesso libero nel cuore delle istituzioni.

Leggi anche: Dentro FdI cresce l’area del voto anticipato

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook 

Instagram

TikTok

YouTube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata