lunedì 25 Maggio 2026
Giorgia Meloni

Nessun compromesso sulla Legge elettorale: Pd e M5S bocciano i “ritocchini” del governo

La ministra per le Riforme istituzionali ha confermato l’interesse del governo a chiudere l’iter entro la fine della magistratura. Conte: “Serve a rimanere imbullonati ai posti di comando”

Da Laura Laurenzi
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Tra maggioranza e opposizione sembra esistere un alto muro di cemento che rende impossibili le comunicazioni. Le ultime dichiarazioni riguardanti la nuova legge elettorale confermano la distanza non eliminabile esistente tra le due posizioni. A distanza di poche ore, da un lato la ministra delle Riforme istituzionali, Elisabetta Casellati, ha confermato che il governo vuole procedere con il voto sul testo entro la fine di questa legislatura. Dall’altro il Pd – seguito dal resto dei partiti dell’opposizione – ha ricordato che le modifiche al testo operate dal centrodestra non sono sufficienti per rendere la legge elettorale votabile dal campo progressista.

Parrini (Pd): “L’impianto della legge elettorale è irricevibile”

Lo scontro, quindi, non si arresta, ma sembra essere entrato nel vivo. “Siamo di fronte a dei ritocchini. Fumo negli occhi. Azioni cosmetiche che non modificano le basi di un impianto irricevibile”, ha dichiarato il senatore dem Dario Parrini in riferimento alle indiscrezioni secondo cui la maggioranza sarebbe aperta a possibili modifiche del progetto. L’opposizione ha infatti chiarito che è l’intera struttura della legge a dover essere modificata.

Innanzitutto è necessario agire sul tetto del premio di maggioranza. Questo deve essere allargato anche ai seggi di Camera e Senato che spettano alle circoscrizioni Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta ed Estero. In più è necessario rivedere la percentuale di seggi prevista per la coalizione vincente per evitare una sproporzione e l’autosufficienza nell’elezione del Presidente della Repubblica e il predominio nell’elezione degli altri organi di garanzia. Da rivedere anche l’indicazione pre-elettorale del candidato premier, che andrebbe ad aprire la strada all’eventuale riforma del Premierato, e il ritorno a un Parlamento di soli nominati, tutto formato con liste bloccate, senza preferenze né collegi uninominali.

Conte: “Impossibile che il M5S discuta questa legge”

Molto critica anche la posizione del presidente del M5S, Giuseppe Conte, secondo cui questa legge è necessaria solo per “rimanere imbullonati nei posti di comando”. Anche dal suo punto di vista, il testo deve essere radicalmente stravolto, altrimenti “resta inaccettabile”. La disponibilità del partito a discutere questo testo, quindi, è nulla. Nessuna modifica potrebbe infatti renderlo accettabile. Della stessa opinione anche il segretario di +Europa, Riccardo Magi, secondo cui la legge elettorale “ha un impianto antidemocratico che trasformerebbe una minoranza nel Paese in una maggioranza schiacciante in Parlamento”.

La critica di base, comunque, riguarda l’interesse del governo per questa riforma piuttosto che ai temi economici più pressanti, anche in considerazione dei dati Istat e Ue che sono stati pubblicati il 21 maggio. “La ministra Casellati sostiene che la legge elettorale sia una priorità: basti dire che ieri è stato comunicato che l’Italia avrà la crescita più bassa tra i 27 paesi UE, il debito pubblico più alto e che l’inflazione raggiungerà il 3.2”, ha criticato infatti il capogruppo di Avs nella commissione Affari costituzionali della Camera.

Leggi anche: In Italia cresce solo il debito pubblico. L’opposizione: “Emergenza nazionale. Giorgetti riferisca in Aula”

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