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sabato 18 Aprile, 2026
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Carlo Nordio sul referendum ph Ansa

Nordio pronto a lasciare dopo il voto: Meloni lo ferma

Il retroscena di Repubblica: tensioni nel governo dopo la sconfitta al referendum e le quasi dimissioni del Guardasigilli

Da Alessio Matta
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La giornata più difficile per il governo si chiude con un passo indietro mancato. Secondo un retroscena di Repubblica di Tommaso Ciriaco, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha sfiorato le dimissioni dopo la sconfitta del referendum costituzionale. Una mossa che avrebbe aperto una crisi immediata e costretto l’esecutivo a un rimpasto profondo.

La tensione cresce nel pomeriggio, quando la presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiede al ministro di rinunciare alla sua capo di gabinetto. Nordio difende la collaboratrice e reagisce con durezza, arrivando a minacciare il suo addio. Per alcune ore, a Palazzo Chigi si teme il peggio. L’uscita del Guardasigilli, insieme ad altri cambi nel governo, avrebbe creato un terremoto politico difficile da gestire. La defezione viene però congelata dopo un confronto diretto tra i protagonisti. Anche un’intervista televisiva prevista in serata viene annullata all’ultimo momento, segno di un clima teso e carico di nervosismo.

Per la premier, la permanenza del ministro diventa una necessità. Una sua uscita avrebbe imposto un rimpasto immediato e aperto una fase di incertezza. Nei palazzi del potere si valutano già possibili sostituti e si ragiona su nuovi equilibri interni. Ma l’obiettivo resta evitare scossoni in un momento delicato, segnato dal risultato del referendum e dal calo di consenso.

Sul tavolo resta anche l’ipotesi di elezioni anticipate, discussa nelle riunioni a Palazzo Chigi nelle ore precedenti al voto. Una scelta rischiosa, perché potrebbe portare alla nascita di un governo tecnico incaricato di gestire la fase elettorale. Uno scenario che molti nella maggioranza vogliono evitare.

Alla fine della giornata resta una certezza: la sconfitta al referendum ha aperto una crepa politica e costretto il governo a fare i conti con le proprie fragilità. Nordio resta al suo posto, ma l’equilibrio appare più instabile di prima.

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