La nuova legge annuale sulle Piccole e Medie imprese (legge 11 marzo n.34), in vigore dal 7 aprile, introdurrà sanzioni fino a 7500 euro per le aziende che non rispettano gli obblighi di informativa sulla sicurezza in materia di smart working. Nei casi più gravi è previsto l’arresto fino ai quattro mesi.
I nuovi obblighi
Le nuove disposizioni obbligano il datore di lavoro a consegnare ai dipendenti e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, un’informativa scritta sui rischi connessi alle prestazioni svolte fuori dall’azienda.
L’azienda, ad esempio, dovrà puntualmente indicare i pericoli legati all’uso eccessivo degli smartphone o dei videoterminali, e le caratteristiche di un ambiente lavorativo che tuteli la salute.
Le sanzioni
La normativa prevede sanzioni severe, sia pecuniarie che detentive: un’ammenda da 1.708, 61 euro a 7.403,96 euro o l’arresto da due a quattro mesi.
Secondo la fondazione “Consulenti per il lavoro”, con la nuova legge “il datore di lavoro trasferisce al lavoratore conoscenze, consapevolezza e strumenti operativi per la gestione dei rischi. Il lavoratore, a sua volta, è chiamato a svolgere un ruolo attivo e responsabile, in coerenza con l’impostazione partecipativa”.
I dati
In base alle stime dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel 2025 sono stati circa 3.575.000 i lavoratori che per almeno parte del loro tempo hanno operato da remoto, +0,6% rispetto all’anno prima. In particolare nelle pubbliche amministrazioni il 17% del personale ha lavorato da remoto. Questa percentuale sale fino al 53% se si guarda alle grandi imprese. Nelle piccole e medie imprese, invece, il dato si riduce all’8%.
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