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sabato 18 Aprile, 2026
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Omicidio di Giacomo Bongiorni: arrestato un 17enne promessa della boxe

Il minorenne avrebbe colpito con un pugno il carpentiere morto davanti alla famiglia a Massa Carrara. Adesso sono in carcere anche altri due giovani coinvolti nella rissa

Da Alessio Matta
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Una lite nata per futili motivi, pochi secondi di tensione e poi la tragedia. Così, in una piazza affollata di Massa, si è consumata la morte di Giacomo Bongiorni, 37 anni, carpentiere, ucciso sotto gli occhi della compagna Sara e del figlio di dodici anni. Per l’omicidio è stato fermato un ragazzo di diciassette anni, studente e promessa della boxe toscana. Secondo gli investigatori sarebbe stato lui a sferrare il pugno che ha fatto cadere a terra Bongiorni. Dopo la caduta sarebbero arrivati altri colpi. Poi la fuga.

Il minorenne è stato interrogato dai magistrati della procura di Genova e, al termine dell’audizione, è stato trasferito in una comunità. Davanti ai giudici ha raccontato di aver ricevuto una testata sul naso dalla vittima. Una versione che i carabinieri stanno verificando attraverso le immagini delle telecamere presenti nella zona.

Con la stessa accusa di concorso in omicidio sono finiti in carcere anche Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduardo Alin Carutasu, 19 anni. Tutti e tre, nella notte tra sabato e domenica, si trovavano insieme in piazza Palma.

Secondo la ricostruzione, tutto sarebbe partito da un rimprovero. Gabriele Tognocchi, cognato della vittima, avrebbe richiamato alcuni ragazzi che stavano lanciando bottiglie e bicchieri. Da lì una discussione accesa, poi la violenza. Il giovane fermato pesa cinquantadue chili ed è conosciuto nell’ambiente sportivo. Ha disputato molti incontri e conquistato diverse vittorie, fino alla semifinale dei campionati giovanili italiani. Nel 2023 aveva vinto un torneo importante dopo un match duro e combattuto. Fino a quell’anno militava nella Pugilistica Massese.

Dopo aver visionato i filmati, i carabinieri hanno perquisito le abitazioni dei ragazzi e sequestrato i vestiti indossati quella sera. Sotto sequestro anche il cellulare del minorenne: gli inquirenti cercano messaggi o contatti utili alle indagini. Nelle prossime ore il giovane comparirà davanti al giudice del Tribunale dei Minori di Genova per l’udienza di convalida del fermo.

Leggi anche: “Dietro i ristoranti di Caroccia c’era il clan”: la sentenza

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