Per Palazzo Chigi si prospetta l’ennesimo scontro con il Quirinale. L’oggetto di discussione è l’introduzione, nella legge sulle professioni sanitarie, dell’emendamento che consente al personale sanitario, radiato per aver sostenuto posizioni antiscientifiche durante la pandemia, di iscriversi nuovamente all’albo. Una decisione che ha scatenato la dura reazione dell’opposizione e sulla quale il Colle ha chiesto il parere del ministro della Salute Orazio Schillaci.
La Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo), tramite il presidente Filippo Anelli, ha infatti sottolineato: «È completamente sbagliato. E inoltre mette in discussione la legge sulle professioni sanitarie, che potrebbe essere rallentata o bloccata dal testo sul reintegro dei radiati. Si tratta di una norma che ha previsioni importanti, come lo scudo penale per i medici, che oggi viene prorogato di anno in anno».
«Nella legge si introduce la punibilità del professionista sanitario solo per colpa grave, e nella valutazione delle sue responsabilità si introduce anche il peso degli elementi organizzativi, della formazione sulle innovazioni sanitarie e dell’oggettiva difficoltà del caso», continua. Il timore, quindi, è che a causa dell’esame dell’emendamento sui radiati si rallenti l’approvazione di una norma che presenta una serie di presupposti fondamentali per il sereno svolgimento della professione sanitaria.
A ogni modo, il testo – che porta la firma della deputata di FdI Alice Buonguerrieri – rischia di trovarsi di fronte a un muro, nonostante abbia ottenuto il via libera della commissione Affari sociali. Sia per le divergenze interne alla maggioranza: Forza Italia non è convinta della linea perseguita sui vaccini. Sia per i problemi di incostituzionalità, sui quali è molto probabile che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non si esprima favorevolmente. Anche dai banchi dell’opposizione si guarda con perplessità il testo, tanto che i senatori dem hanno presentato un’interrogazione al ministro Schillaci.
L’ex ministra della Salute e vicepresidente dei dem in Senato, Beatrice Lorenzin, ha ribadito: «È una scelta grave, che non risponde ad alcuna necessità del Servizio sanitario nazionale, ma alla volontà politica della destra di riaprire e alimentare una battaglia ideologica sulle decisioni assunte durante l’emergenza Covid. Se la politica può cancellare o aggirare le decisioni disciplinari ogni volta che non coincidono con gli interessi della maggioranza, gli Ordini vengono privati della loro funzione essenziale. Oggi la maggioranza interviene per riabilitare chi ha scelto di non rispettare obblighi, prescrizioni e regole durante il Covid».
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