giovedì 13 Agosto 2026

Sanchez attacca l’Europa: “Reazioni egoistiche contro la Spagna”

Dopo la crisi di Ceuta, Madrid chiede una risposta comune sui migranti. Il premier scrive una lettera a von der Leyen e accusa i partner europei

Di Redazione
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La crisi migratoria di Ceuta si trasforma in uno scontro politico dentro l’Unione europea. Il del governo spagnolo Pedro Sanchez ha scritto alla presidente della Ursula von der Leyen denunciando la reazione di alcuni Paesi membri, definita “asimmetrica” e segnata da atteggiamenti “egoistici”. Secondo Sanchez, alcuni governi avrebbero scelto di “attaccare la Spagna” invece di affrontare insieme una situazione di emergenza che riguarda i confini esterni dell’. Nella lettera, il spagnolo parla di reazioni influenzate da “pregiudizi, fake news, ignoranza o interessi ”, criticando anche le richieste di esclusione temporanea della Spagna dall’area Schengen.

Madrid: “Non siamo il problema, abbiamo difeso il confine europeo”

Il governo spagnolo respinge l’idea che la gestione della crisi di Ceuta rappresenti un . Sanchez sostiene che Madrid sia riuscita a rimpatriare “praticamente tutti” i migranti entrati irregolarmente e ad impedire nuovi movimenti verso il resto dell’Europa continentale.

Secondo il premier, la maggioranza degli Stati europei ha invece mostrato solidarietà alla Spagna dopo l’arrivo improvviso di circa 50 mila persone, mentre le critiche di alcuni governi avrebbero indebolito il principio di cooperazione tra Paesi membri.

Lo scontro sulla solidarietà europea

Al centro della polemica c’è il principio di solidarietà nella gestione delle frontiere esterne. Sanchez ha definito alcune reazioni contrarie al diritto europeo e umanitario, oltre che agli interessi strategici dell’Unione. “Ceuta non fa parte dell’area Schengen”, ha ricordato il premier spagnolo, sottolineando che il confine meridionale della Spagna sarebbe tra i più controllati dell’Ue. Secondo i dati citati da Madrid, negli ultimi cinque anni gli ingressi irregolari dalla frontiera sud spagnola sarebbero stati circa la metà rispetto a quelli registrati in . Proprio per questo Sanchez ha accusato alcuni governi, tra cui quello , di avere assunto una posizione “egoistica”, “polarizzante” e contraria allo spirito europeo.

Madrid chiede una riunione straordinaria dei dell’Interno

Vista la gravità della situazione, il governo spagnolo ha chiesto alla presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea di convocare una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno. L’obiettivo è definire una strategia comune per affrontare crisi migratorie di questa portata e ribadire che la sicurezza delle frontiere esterne non può essere responsabilità di un singolo Stato, ma deve coinvolgere tutti i Paesi dell’Unione.

Il ruolo del e la richiesta di una regia europea

Sanchez ha affidato a von der Leyen il compito di garantire una risposta europea “rapida, efficace e coordinata”, dopo il coordinamento con le autorità marocchine per riportare la situazione a Ceuta sotto controllo. Madrid rivendica inoltre la propria politica migratoria degli ultimi anni, sostenendo che abbia portato a una forte riduzione degli arrivi irregolari e abbia reso la Spagna una delle frontiere esterne più sicure dell’Unione. La crisi di Ceuta, però, ha riaperto una frattura mai del tutto risolta: quella tra i Paesi europei che chiedono una maggiore condivisione degli oneri migratori e quelli che spingono per una linea più rigida nella difesa dei confini nazionali. Una divisione che rischia di pesare sul futuro della politica migratoria europea.

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