Elly Schlein torna al centro del confronto sulla costruzione dell’alternativa al governo guidato da Giorgia Meloni e ribadisce una posizione che il Partito Democratico sostiene da settimane: prima occorre definire un programma comune, poi bisognerà affrontare la scelta della leadership della coalizione. La segretaria dem ha rilanciato questa impostazione nelle ultime ore, durante la Festa dell’Unità a Foligno, in un momento particolarmente delicato per il centrosinistra, impegnato a trovare una sintesi tra forze politiche che condividono alcuni obiettivi ma mantengono differenze significative su diversi temi.
Il ragionamento di Schlein parte quindi dai contenuti e non dal nome destinato a guidare l’eventuale coalizione. La segretaria del Pd ha spiegato che il suo partito continua a pensarla allo stesso modo e che il primo passaggio deve riguardare la costruzione di un programma condiviso. “Prima il programma comune, è quello che si aspetta la nostra gente”, ha affermato la leader democratica, indicando nella definizione delle priorità politiche il passaggio preliminare rispetto alla discussione sulle primarie e sulla candidatura alla guida del centrosinistra.
Il programma al centro del confronto
La discussione assume particolare rilievo perché nelle stesse ore il Movimento 5 Stelle sta completando il proprio percorso interno dedicato alla definizione delle proposte da portare al confronto con le altre forze progressiste. Il progetto Nova ha raccolto contributi attraverso incontri territoriali e momenti di confronto online, con l’obiettivo di costruire una piattaforma politica destinata a rappresentare la posizione del Movimento in vista delle prossime elezioni. Il percorso si conclude a Milano il 20 settembre, dopo una fase partecipativa che ha coinvolto iscritti e cittadini.
Il Movimento 5 Stelle ha inoltre sottoposto agli iscritti un documento composto da venti punti, elaborato attraverso il percorso partecipato avviato nei mesi precedenti. Il testo affronta temi che spaziano dal lavoro alla sanità, dai diritti civili alla politica estera, fino alle questioni energetiche e alla difesa. Proprio su alcuni di questi argomenti emergono differenze con il Partito Democratico, soprattutto per quanto riguarda la guerra in Ucraina, il sostegno militare a Kiev, la politica europea della difesa e il futuro dell’energia nucleare. Queste divergenze rappresentano uno degli elementi che il centrosinistra dovrà affrontare durante la costruzione di una piattaforma condivisa.
Il nodo della leadership resta aperto
La questione della leadership, dunque, non scompare dal dibattito. Al contrario, rimane uno dei principali interrogativi legati alla possibile costruzione di una coalizione progressista. Elly Schlein ha però scelto di collocare temporalmente questo confronto in una fase successiva rispetto alla definizione degli obiettivi comuni. Il tema delle primarie resta sul tavolo e diversi esponenti del centrosinistra hanno espresso posizioni differenti sul loro eventuale utilizzo per scegliere il candidato alla guida della coalizione.
Anche Giuseppe Conte ha mantenuto alta l’attenzione sulla questione della scelta del candidato, mentre il confronto tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra continua a svilupparsi attorno alla possibilità di individuare un terreno programmatico condiviso. Nelle ultime settimane Schlein, Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno partecipato a momenti di confronto pubblico, mostrando la volontà di mantenere aperto il dialogo nonostante le differenze ancora presenti.
Le distanze da superare prima delle elezioni
Il lavoro sul programma assume quindi un peso centrale anche alla luce delle prossime scadenze politiche. Tra i temi già entrati nel confronto figurano il salario minimo, la sanità pubblica, il lavoro, la riduzione della precarietà, i diritti sociali, l’energia, la politica industriale e la politica estera. Su alcuni punti le forze progressiste hanno già individuato elementi di convergenza, mentre su altri il confronto resta più complesso. La definizione di una posizione comune richiederà quindi un dialogo tra partiti con sensibilità differenti e con priorità politiche non sempre coincidenti.
In questo quadro, la posizione espressa da Elly Schlein stabilisce una precisa sequenza politica: prima costruire l’intesa sui contenuti e sulle cose da fare, poi decidere chi dovrà rappresentare l’eventuale coalizione. Il confronto sulla leadership potrà quindi svilupparsi dopo aver verificato il livello di sintonia raggiunto sul programma. La discussione sulle primarie resta aperta, ma il Partito Democratico continua a considerare la piattaforma comune come il passaggio preliminare.
Cosa succederà nei prossimi giorni
Le prossime settimane saranno dunque decisive per capire quanto le diverse componenti del centrosinistra riusciranno a trasformare il confronto tra partiti in un progetto politico condiviso. Il percorso del Movimento 5 Stelle, con la conclusione di Nova e il voto degli iscritti sui venti punti programmatici, rappresenta uno dei passaggi più immediati. Successivamente, il confronto con il Partito Democratico e con le altre forze dell’area progressista dovrà verificare quali proposte potranno entrare in una piattaforma comune e quali, invece, continueranno a rappresentare elementi di distanza.
Per Schlein, quindi, la discussione sul nome del futuro candidato alla guida del centrosinistra non rappresenta il primo capitolo del percorso. La priorità resta la costruzione di un programma condiviso, attraverso il quale le diverse forze politiche possano definire obiettivi, impegni e scelte di governo. Solo dopo questo passaggio il centrosinistra potrà affrontare il tema della leadership e delle eventuali primarie, mantenendo aperto il confronto tra le diverse componenti dell’area progressista.
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