La Camera si avvia verso il voto finale sul decreto sicurezza dopo una notte di lavori e tensioni in aula. L’approvazione definitiva è attesa per la mattinata di venerdì 24, a un passo dalla scadenza per la conversione in legge. Nello stesso giorno il governo ha già convocato un Consiglio dei ministri straordinario alla Camera per varare un decreto correttivo destinato a modificare la norma finita sotto accusa del Quirinale.
Il doppio passaggio, voto in aula e riunione dell’esecutivo, fotografa una fase delicata per il provvedimento. La maggioranza punta a chiudere l’iter nei tempi previsti, mentre cerca una soluzione tecnica per superare i rilievi arrivati dal presidente della Repubblica.
Il nodo della norma contestata
Al centro dello scontro resta l’articolo 30 bis, la disposizione che introduce incentivi economici agli avvocati legati alle procedure di rimpatrio. Una misura giudicata incostituzionale dal Colle e rimasta nel testo nonostante lo stop arrivato nei giorni scorsi.
Per evitare che il decreto salti, l’esecutivo ha scelto la strada del correttivo. Il Consiglio dei ministri convocato per domani dovrebbe intervenire proprio su questo punto, modificando la norma senza bloccare l’approvazione complessiva del provvedimento.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha assicurato che le coperture economiche sono state individuate. Ma sul piano politico e giuridico la partita resta aperta, con l’ipotesi di un futuro esame davanti alla Corte costituzionale.
L’attacco di Schlein e delle opposizioni
Durante il dibattito finale si è registrato un fronte compatto delle opposizioni, dal Partito democratico al Movimento 5 Stelle, fino ad Alleanza Verdi e Sinistra. Tutti hanno chiesto al governo di fermarsi e rivedere il testo prima del voto.
“È un decreto lesivo dei diritti costituzionali, sbagliato nel merito e nel metodo. Fermatevi, sulla sicurezza avete fallito”, ha detto in aula la segretaria del Pd Elly Schlein. Parole accompagnate dagli interventi di altri esponenti dell’opposizione che hanno parlato di un provvedimento costruito per coprire risultati deludenti sul fronte dei rimpatri. Angelo Bonelli ha denunciato un clima di tensione con il Quirinale e ha invitato l’esecutivo a cambiare strada. Dalla stessa linea anche le critiche del Movimento 5 Stelle e di altri gruppi parlamentari, che hanno contestato sia il contenuto della norma sia la scelta di procedere senza modifiche immediate.
Nel frattempo l’aula continua a votare gli ordini del giorno e si prepara all’ultimo passaggio. Domani, con il via libera della Camera e la riunione del Cdm sul decreto correttivo, si chiuderà uno dei passaggi più tesi delle ultime settimane sul fronte della sicurezza.
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