mercoledì 15 Luglio 2026
Orazio Schillaci ph Ansa

«Sempre meno medici e infermieri: la sanità pubblica rischia il tracollo». Il grido d’allarme del Gimbe

Il report per i trent'anni della Fondazione segnala le tante fragilità del sistema sanitario, che tra stipendi non competitivi, turni massacranti e burocrazia non riesce più ad attirare i giovani. Crisi per i corsi di laurea in infermieristica

Di Giustino Marai
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

La crisi della sanità pubblica non riguarda soltanto le infinite liste d’attesa, i pronto soccorso affollati e i crescenti divari territoriali. Il punto più fragile, secondo la Fondazione , riguarda il capitale umano: medici, infermieri e professionisti sanitari che lasciano il Servizio sanitario nazionale, anticipano il pensionamento o scelgono direttamente il privato.

L’allarme sugli infermieri

La situazione più grave riguarda gli infermieri. L’Italia è al 23esimo posto su 31 Paesi europei dell’area Ocse, con 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro una media Ocse di 9,5. Ma il dato più preoccupante, secondo Gimbe, è la perdita di attrattività della professione.
Nell’anno accademico 2025-2026 le domande per i corsi di in infermieristica sono state inferiori ai posti disponibili. Il tra domande e posti è sceso da 1,6 nel 2020- a 0,9 nel 2025-2026.

Cartabellotta: «Si spegne il futuro della sanità pubblica»

«Quando una professione essenziale per il Ssn non riesce più ad attrarre i giovani, il problema non è dell’Università, ma del Paese», avverte il della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. «Significa che stiamo spegnendo il futuro della sanità pubblica».
Il nodo non riguarda solo i numeri, ma anche le condizioni di lavoro. Turni pesanti, , aggressioni, scarsa valorizzazione delle competenze e retribuzioni non competitive spingono molti professionisti a uscire dal pubblico o a non entrarci affatto.

sotto la media europea

Le retribuzioni restano uno dei fattori più rilevanti. Secondo Gimbe, nel 2023 gli infermieri ospedalieri italiani percepivano in media 45.434 dollari l’anno, contro i 63.417 dollari della media europea. Il divario sfiora quindi i 18mila dollari.
Dal 2013, mentre in diversi Paesi europei gli stipendi reali degli infermieri sono cresciuti, in Italia hanno registrato una variazione negativa. Una dinamica che ha contribuito a rendere la professione meno appetibile per i giovani.

Il doppio binario pubblico-privato

Per Gimbe, il rischio è che il Servizio sanitario nazionale resti universalistico solo nei principi, ma sempre meno capace di garantire accesso e presa in carico. Intanto cresce il libero mercato, alimentato dagli stessi professionisti che abbandonano il pubblico.
«Ogni professionista che il Ssn perde non sempre scompare dalla sanità: molto spesso riappare nel libero mercato dove cura solo chi può permetterselo», osserva Cartabellotta. Così, aggiunge, il capitale umano sottratto al pubblico rafforza il doppio binario: da una parte un Ssn più debole, dall’altra un’offerta privata per chi può pagare o ha una copertura assicurativa.

Le proposte di Gimbe

Per invertire la rotta, la Fondazione chiede un piano straordinario per il personale sanitario. Tra le misure indicate: programmazione dei fabbisogni, superamento dei vincoli alle assunzioni, rinnovi contrattuali adeguati al costo della , migliori condizioni di lavoro, più sicurezza nei luoghi di cura e nuovi percorsi di .
«Non basterà aumentare i posti a Medicina o moltiplicare i corsi di laurea», conclude Cartabellotta, «se il Ssn continuerà ad essere un luogo da cui scappare o in cui non entrare nemmeno». Senza capitale umano, avverte Gimbe, la sanità pubblica semplicemente non può reggere.

Seguite La Sintesi sui nostri !

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata