lunedì 25 Maggio 2026
Schillaci

Tagli alla salute mentale: il Governo volta le spalle a 2 milioni di cittadini in cura

La tragedia di Modena non apre gli occhi all’esecutivo. Le soluzioni proposte per sostenere i centri di assistenza specializzati sono insufficienti

Da Maria Vittoria Ciocci
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A poche ore dalla tragedia imperversata a Modena, la sentenza della Lega si è tradotta nella richiesta di revoca del permesso di soggiorno per Salim El Koudri – che non si può applicare, in quanto il 31enne è nato e cresciuto in Italia –, insieme alla “remigrazione” dei cittadini stranieri e di seconda generazione non integrati. Una scivolata che è ormai pane quotidiano per il vicepremier Matteo Salvini, ma che questa volta si è scontrata con dei fatti troppo esplicativi.

Il giovane, infatti, era sotto osservazione presso il Centro di salute mentale di Castelfranco Emilia. Persino il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha capito che non era il caso di cedere alla tentazione di fare propaganda: “Viveva in una situazione di disagio psicologico”. L’attenzione generale, purtroppo, converge sul tema della salute mentale solo di fronte alle disgrazie. La verità è che emerge un deficit assistenziale, provocato dalla profonda scarsità di fondi. L’ultimo Rapporto ministeriale sulla salute mentale evidenzia una realtà avvilente: in Italia, solo il 2,7-3% del Fondo sanitario nazionale viene riservato al malessere psicologico e psicofisico.

Un investimento lontanissimo dalla media Ue e Ocse, che invece si attesta intorno al 10%. Nel 2023, più di 850 mila persone sono state prese in carico dai centri pubblici specializzati in salute mentale, ma – secondo le stime – sono circa 2 milioni i cittadini che presentano disturbi psichici gravi, la maggior parte dei quali non riceve né assistenza né cure adeguate. La prima conseguenza, come nel caso di Salim, è l’isolamento sociale. Una condizione che non fa altro che aggravare la condizione psicologica già pervasiva della persona.

Tanta propaganda, pochi fatti

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha rivendicato con ardore il Piano di Azione Nazionale per la Salute MentalePANSM 2025-2030 –, sottolineando l’importanza del benessere psicofisico e della cura terapeutica. Peccato che, come accade troppo spesso con il Governo Meloni, le parole si svuotano di sostanza di fronte alla mancanza di fondi. E infatti la Legge di Bilancio 2026 include 80 milioni di euro per il primo anno, destinati a ridursi gradualmente fino a raggiungere la soglia di appena 30 milioni annui strutturali.

“Quei 30 milioni del nuovo piano della salute mentale, destinati all’acquisizione del personale, sono neanche un decimo di quello che occorrerebbe. Noi siamo un Paese nel quale non si dà assistenza al 90% delle persone che presentano problemi di salute mentale” – ha denunciato Fabrizio Starace, psichiatra ed ex direttore di Epidemiologia Psichiatrica – “Il 5% della popolazione assistita è parcheggiata in strutture residenziali per anni, senza monitoraggio degli esiti, senza programmi riabilitativi”. E ha concluso: “Il capro espiatorio è sempre sull’anello più debole della catena: i migranti e le persone con problemi di salute mentale”.

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