googlef35cdb6cf8e7c110-1.html
sabato 18 Aprile, 2026
Logo La Sintesi

Tajani: «No alla guerra, su Hormuz serve il dialogo tra Usa e Iran»

Il ministro degli Esteri frena sull'intervento militare nel Golfo: «Le missioni Aspides e Atalanta non cambiano mandato». Per il ministro la libertà di navigazione si ottiene con l'accordo, non con le armi

Da Silvia Forconi
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

L’Italia non ha intenzione di farsi trascinare in un conflitto aperto. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è stato categorico a Bruxelles e nel colloquio con il Corriere della Sera dichiara: «Non possiamo infilarci nella guerra». La linea del governo è chiara e le missioni Atalanta e Aspides restano ancorate al loro mandato attuale nel Mar Rosso. Tajani ha spiegato anche al segretario della Nato, Mark Rutte, che la spesa italiana per la difesa non può essere destinata solo alle armi, sottolineando la volontà di rafforzare il pilastro europeo dell’Alleanza: «L’Italia vuole essere protagonista nella Nato»,  rafforzando le iniziative diplomatiche ed evitare una escalation. Per il vicepremier, la priorità resta la protezione dei traffici marittimi attraverso il rafforzamento delle fregate già impegnate a Suez, ma senza sconfinare in operazioni rischiose nello Stretto di Hormuz.

Dialogo necessario

La sicurezza dello Stretto di Hormuz non si risolve con i cannoni, ma «attraverso un rafforzamento del dialogo». Secondo Tajani, è fondamentale che americani e iraniani parlino per trovare un accordo che garantisca la libertà di navigazione. Le preoccupazioni non sono solo militari, ma umanitarie: «La chiusura di Hormuz provoca danni anche ai Paesi più poveri», avverte il ministro, ricordando che il blocco dei fertilizzanti potrebbe scatenare una crisi alimentare globale nei prossimi mesi. Per questo motivo, l’Italia dice sì al potenziamento di Aspides, a patto però che partecipino tutti i ventisette Paesi Ue e per ora la missione è dotata di una nave francese, una greca e  la nostra.  «Bisogna fare tutto ciò che è possibile per trovare un accordo», conclude Tajani, ribadendo che la stabilità del Fianco Sud dell’Alleanza passa per la cooperazione diplomatica con i Paesi del Golfo.

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata