Gli Stati Uniti e l’Iran sarebbero vicini a un’intesa provvisoria che potrebbe consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz e ridurre la tensione militare nel Golfo Persico. Ad annunciarlo è stato il presidente americano Donald Trump, che parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, durante il viaggio da Los Angeles a Las Vegas, ha dichiarato che sono stati compiuti “molti progressi” e che un accordo potrebbe essere raggiunto già tra mercoledì e giovedì. Trump ha sottolineato come Teheran abbia mostrato un’apertura al dialogo che fino a poco tempo fa sembrava impensabile. “Mi hanno chiamato e hanno detto: ‘Per favore, parliamone’. Vogliono parlare. In passato dicevano sempre che non avrebbero mai negoziato, invece ora il confronto è aperto”, ha raccontato il presidente statunitense.
Il ruolo della mediazione internazionale
Secondo quanto riferito dal sito Axios, che cita fonti statunitensi e regionali, l’intesa sarebbe il risultato di una complessa mediazione diplomatica che coinvolge Stati Uniti, Iran e Oman, con il sostegno di Qatar, Arabia Saudita e Pakistan.
Negli ultimi giorni si sono intensificati i contatti tra l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il capo della diplomazia omanita Badr al-Busaidi. L’obiettivo principale dell’accordo è ristabilire il cessate il fuoco tra Washington e Teheran e creare le condizioni per la ripresa dei negoziati sul programma nucleare iraniano.
Come funzionerà il piano per Hormuz
La bozza dell’accordo prevede un regime temporaneo della durata di 60 giorni, con possibilità di proroga. Il primo punto riguarda la gestione del traffico marittimo. Le navi dirette verso il Golfo Persico transiteranno nella corsia settentrionale, all’interno delle acque territoriali iraniane. Le imbarcazioni in uscita verso il Mare Arabico utilizzeranno invece la corsia meridionale, nelle acque dell’Oman, ma con un sistema di coordinamento condiviso con Teheran. Per i primi due mesi non saranno applicati pedaggi o tasse di transito alle navi commerciali. È inoltre previsto un programma di sminamento della fascia centrale dello Stretto. Entro 30 giorni dovrebbero iniziare le operazioni di bonifica delle mine navali, così da trasformare successivamente quella corsia nella principale rotta di navigazione prevista da un futuro accordo permanente tra Oman e Iran.
Lo stop ai raid e le prospettive
La svolta arriva dopo che, lo scorso fine settimana, Trump aveva deciso di sospendere un piano per un massiccio attacco aereo contro l’Iran, concedendo spazio alla diplomazia. Secondo le indiscrezioni, se i negoziati dovessero fallire, la Casa Bianca potrebbe comunque tornare a valutare un’opzione militare. Le stesse fonti riferiscono che il ministro degli Esteri Abbas Araghchi avrebbe già espresso il proprio assenso e che anche la leadership iraniana, compresa la Guida Suprema Mojtaba Khamenei e il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, avrebbe dato il via libera definitivo all’intesa. Se confermato, l’accordo rappresenterebbe il primo passo concreto verso la normalizzazione della navigazione nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il commercio internazionale di petrolio ed energia, dopo settimane di tensioni e scontri che avevano fatto temere un’escalation militare nell’intera regione.
Iran: “Trump è inaffidabile”
Di parere opposto l’Iran che bolla “l’approccio del presidente statunitense Donald Trump ai colloqui con l’Iran è contraddittorio e inaffidabile”. Lo ha dichiarato un membro della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano. “Trump ha affermato per 75 volte che lo Stretto di Hormuz era aperto, mentre in realtà non lo era”, ha sottolineato Esmaeil Kosari, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato, aggiungendo: “ha anche parlato per 106 volte della sconfitta dell’Iran e per 88 volte di un imminente accordo tra il suo Paese e l’Iran”.
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