giovedì 13 Agosto 2026

Trump schiera una task force segreta per mettere sotto pressione il regime di Cuba

La CIA avrebbe già attivato una squadra speciale di 007, analisti ed esperti di cyber e operazioni clandestine per indebolire il potere del regime. L’Avana accusa Washington di voler destabilizzare l’isola

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Donald torna a puntare i riflettori su Cuba. Secondo un’inchiesta del , la CIA ha creato in gran segreto una task force dedicata esclusivamente all’isola caraibica, con l’obiettivo di coordinare una nuova campagna di pressione contro il governo dell’Avana. L’ punta a concentrare , fondi e tecnologie in un’unica struttura capace di intensificare le attività di e di influenza, nel tentativo di ottenere quei cambiamenti politici, economici e di leadership richiesti dalla Casa Bianca.

Chi farà parte della nuova squadra

La task force è già operativa e sta rafforzando rapidamente il proprio organico. Secondo le fonti citate dal quotidiano americano, saranno coinvolti ufficiali operativi incaricati di reclutare e gestire agenti sul campo, analisti dell’intelligence, esperti di cybersicurezza e specialisti nelle cosiddette operazioni di influenza clandestina. L’obiettivo è creare una struttura altamente specializzata, capace di intervenire su più fronti contemporaneamente: raccolta di informazioni, informatica e campagne di pressione politica.

L’obiettivo: dividere il potere cubano

Il mandato della task force sarebbe però molto diverso rispetto alle operazioni del passato. Non si parla di un intervento militare, ma di un lavoro destinato a creare fratture all’interno dell’élite politica cubana. L’idea sarebbe quella di favorire l’emergere di considerati più pragmatici e più disponibili ad avviare un dialogo con Washington, isolando invece le figure ritenute maggiormente ostili agli Stati Uniti. In sostanza, una strategia di pressione politica e di intelligence per favorire un graduale cambio degli equilibri di potere all’Avana.

Il fantasma della Baia dei Porci

Il richiamo storico è inevitabile. Nel 1960 la CIA aveva infatti creato una precedente task force dedicata a Cuba, che avrebbe poi coordinato la preparazione della fallita invasione della Baia dei Porci del 1961, uno degli episodi più controversi della Guerra Fredda. Secondo il New York Times, questa volta il mandato sarebbe molto più limitato e focalizzato esclusivamente su operazioni clandestine di intelligence, senza alcuna ipotesi di intervento militare diretto.

La risposta dell’Avana

La CIA ha rifiutato di commentare l’indiscrezione. Durissima invece la reazione del governo cubano. Il viceministro degli Esteri Carlos Fernández de Cossío ha dichiarato che Cuba è da decenni nel mirino delle attività di spionaggio e destabilizzazione statunitensi e che la nuova iniziativa non rappresenta una sorpresa. Secondo il diplomatico, Washington continua a considerare l’isola una minaccia mentre, sostiene L’Avana, Cuba esercita semplicemente il proprio diritto alla difesa.

Una destinata a durare

Per il New York Times, la nascita della task force dimostra che gli Stati Uniti si preparano a una campagna clandestina di lungo periodo contro uno dei bersagli più difficili della loro storia. Nonostante l’ e le sanzioni economiche, il governo cubano ha infatti dimostrato negli anni una notevole capacità di resistenza. Inoltre, gran parte dell’attenzione e delle risorse dell’amministrazione Trump è oggi concentrata sul conflitto con l’. Per questo, anche gli ambienti più favorevoli a un cambio di regime all’Avana ritengono che un’eventuale intensificazione della pressione americana potrà avvenire solo quando la crisi mediorientale sarà superata.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata