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sabato 18 Aprile, 2026
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“Un momento atteso da troppo tempo” parla il presidente dell’associazione Italia-Iran

Mariofilippo Brambilla di Carpiano, presidente dell'associazione Italia-Iran: dalle piazze che festeggiano alle famiglie irraggiungibili

Da Alessandro Marotta
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Mariofilippo Brambilla di Carpiano, presidente dell’associazione Italia-Iran per la democrazia e la libertà della Nazione iraniana, racconta come gli iraniani in Italia hanno vissuto la caduta di Khamenei e del regime degli ayatollah tra feste in piazza, speranza per il futuro e il silenzio forzato di chi è rimasto in Iran.

La comunità iraniana in Italia: piazze piene e lacrime di sollievo

La notizia è arrivata e la comunità iraniana in Italia non si è trattenuta. A Milano, in piazza Duomo, oltre mille persone si sono radunate spontaneamente. A Roma ragazze che ballavano fino allo sfinimento. Una reazione che Brambilla di Carpiano descrive “qualcosa atteso da troppo tempo”.

Il futuro dell’Iran

Le valutazioni sul futuro della nazione, per ovvi motivi, sono abbastanza complicate. Tuttavia, dice Brambilla, l’auspicio è che con la caduta del regime degli ayatollah ci sia una fase transitoria verso una forma di governo libera e democratica. La speranza, adesso, è che con la caduta del regime degli ayatollah si apra davvero una fase nuova. In questo scenario, Reza Pahlavi viene indicato come l’unica figura in grado di guidare l’Iran verso una decisione sovrana, fino ad un referendum istituzionale.

Mariofilippo Brambilla di Carpiano

Mariofilippo Brambilla di Carpiano, presidente dell’Associazione Italia-Iran per la democrazia e la libertà della Nazione iraniana

Trump e l’Occidente: un blocco compatto che manda un segnale

Tra gli iraniani in Italia, la percezione dell’operazione statunitense è positiva, se non altro per il risultato finale. L’auspicio quindi è un blocco solido tra Stati Uniti ed Europa per costruire un’alternativa credibile per l’Iran. Anche il cambio di posizione britannico — prima freddo, poi disponibile a mettere a disposizione le proprie basi militari — viene letto come un segnale concreto di volontà di collaborare verso un Iran libero dal regime e aperto ai diritti civili.

Il muro del silenzio: famiglie irraggiungibili

Il problema più urgente e doloroso per la comunità in Italia è la comunicazione. Internet è bloccato e chi ha familiari in Iran non riesce ad avere notizie dirette. “Tanti vorrebbero testimonianze, ma sono impossibili da ottenere”, spiega Brambilla di Carpiano. Una speranza arriva dalla tecnologia e dalla fiducia che i nuovi sistemi di connettività satellitare di Starlink potrebbero aprire un varco in quel silenzio imposto.

A cura di Alessandro Marotta

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