giovedì 13 Agosto 2026
Conte e Grillo

«Vi sblocco un ricordo». Grillo torna ad attaccare Conte. Ma nasconde una verità

La battaglia nel M5S è aperta. Il fondatore non ha ancora portato il leader in tribunale, ma a settembre la discussione tornerà sul tavolo dei pentastellati

Di Redazione
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Tra il fondatore e il leader del Movimento 5 Stelle è guerra aperta. Beppe Grillo è tornato ad attaccare Giuseppe Conte sui social, accompagnando l’arringa a un video del 2021. «Vi sblocco un ricordo», si legge. L’ex premier è circondato dalla stampa e ribadisce la linea dei pentastellati: «Diciamo sì al Governo . Il Paese è ancora in ginocchio e, anzi, le emergenze si sono aggravate». Un modo per ribadire che il Movimento ha perso la sua identità, dimenticando però che, in quell’occasione, Conte parlava come presidente del Consiglio appena sfiduciato e dunque vincolato dalla responsabilità istituzionale di appoggiare il premier scelto dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

La battaglia in tribunale non è ancora iniziata. Grillo, infatti, ha anticipato settimane fa di volersi riprendere il simbolo. A settembre, però, il nodo tornerà sul tavolo dei pentastellati. Lo ribadisce anche Paolo Becchi, professore di filosofia del diritto all’Università di Genova e ideologo del al fianco di Gianroberto Casaleggio. Interpellato da Il Secolo XIX, ha spiegato: «Grillo ha voluto lanciare un messaggio e dire questo: guardate che da settembre voglio che la cosa venga discussa, non ho intenzione di far sì che Conte si possa presentare alle prossime elezioni, perché io voglio dietro il simbolo».

La battaglia del fondatore nasce da un presupposto riassunto proprio da Becchi: «Volevano cambiare la politica e la politica ha cambiato loro. Questa è la realtà che Grillo ha voluto ribadire». C’è poi una persona che potrebbe riprendere in mano il Movimento, restituendolo alla sua natura originaria, colui che – secondo il comico genovese – ne incarna l’essenza: Alessandro Di Battista.

Il nodo Di Battista

Il ritorno in politica di Alessandro Di Battista si fa sempre più plausibile. Becchi riflette: «Sui finanziamenti ai ha raccolto 360 mila firme da solo, senza l’aiuto di un cane e senza essere mai riuscito ad andare in televisione a parlarne. È un segnale». Sostiene, inoltre, che Di Battista possa raggiungere il «15-20% ai sondaggi». Sulle capacità dell’ex pentastellato, insomma, non si discute. Sono d’ anche Antonio Noto, di Noto Sondaggi, e Giovanni Diamanti di YouTrend. Secondo loro, però, i numeri di Becchi sono troppo gonfiati.

Noto stima un’oscillazione tra il 3 e il 5%, mentre Diamanti tra il 2 e il 3%. Ciò non toglie che Di Battista, confermano, potrebbe intercettare l’elettorato che negli ultimi anni si è rifugiato nell’astensionismo o nei partiti più , a di uno spostamento a sinistra del M5S. Anche tra i pentastellati, riflette Noto, potrebbe esserci chi preferisce Di Battista a Conte – come e Virginia Raggi, per citarne un paio.

Certo è che la capacità attrattiva dell’ex pentastellato non si può paragonare a quella di Roberto Vannacci e del suo Nazionale. Diamanti, infatti, chiarisce: «FN ha una leadership nuova, che ha saputo parlare a un mondo che è quello della scontenta di Meloni. Di Battista può rosicchiare qualche punto e mettere in difficoltà il , ma non più di qualche punto».

La partita, quindi, si deve ancora giocare. Tutto dipende dalla scelta di Grillo di rivolgersi o meno al tribunale per riprendersi il simbolo. Se dovesse vincere, Conte si vedrà costretto a ridefinire la linea del Movimento.

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