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sabato 18 Aprile, 2026
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Referendum troppo politicizzati, ecco perché cresce il non voto. Il report Legacoop-Ipsos

Secondo lo studio la maggior parte dei cittadini crede che il proprio voto non abbia effetti concreti

Da Alessio Matta
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Gli italiani continuano a interessarsi alla politica, ma la fiducia nel voto è in calo. Secondo il report Fragilitalia di Legacoop e Ipsos, presentato alla Camera dei deputati, più di 6 italiani su 10 (63%) ritengono che il loro voto non abbia effetti concreti sulle decisioni politiche. La delusione per la democrazia in Italia riguarda il 65% degli intervistati, mentre il 73% non si sente rappresentato dalla classe politica attuale.

Il paradosso democratico emerge chiaramente: pur considerati importanti dal 82% degli italiani, i referendum spesso spingono all’astensione. La percezione dominante è che vengano strumentalizzati dai partiti (87%), che difficilmente raggiungono il quorum (82%), che manchi informazione chiara sui contenuti (74%) e che i quesiti siano complessi o tecnici (65-68%).

La sfiducia verso i partiti è il principale motore del non voto (65%), seguita dall’insoddisfazione per la pressione fiscale (61%) e per le politiche economiche (60%). Aumentano anche la percezione di corruzione (48%) e la mancanza di fiducia nel sistema elettorale (57%). Gli italiani cercano rappresentanza concreta dei propri interessi, proposte serie sul welfare e trasparenza.

Il quadro disegna un Paese diviso tra interesse politico e distanza dalle urne, dove la strumentalizzazione e la mancanza di credibilità dei partiti riducono la partecipazione. Il messaggio è chiaro: la politica deve recuperare autorevolezza e capacità di spiegare i temi, altrimenti il non voto resterà il fenomeno dominante dei referendum.

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