mercoledì 9 Settembre 2026
Conte e Schlein. ANSA_Angelo Carconi

Il meloniano Ciriani rilancia l’ipotesi del voto in primavera. L’opposizione: “Noi pronti”

Il ministro di Fdi apre al voto anticipato a maggio per evitare la sessione di bilancio, ma Tajani e Salvini frenano. Dal Forum di Cernobbio arriva la risposta di Schlein e Conte: "Siamo pronti, ora il programma".

Di Redazione
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La festa di Bari, con cui la Giorgia Meloni ha celebrato il record di longevità del suo esecutivo, dà il via a una lunga campagna elettorale ancora ricca di incognite, a cominciare dalla legge e dai tempi con cui si voterà. Sul fronte normativo, tra domani e martedì la prima commissione del Senato chiuderà l’esame del provvedimento, atteso nell’Aula di Palazzo Madama per mercoledì.

L’ipotesi primavera e le spaccature nel centrodestra

Sul calendario delle urne, il ministro per i Rapporti col Luca Ciriani rilancia l’ipotesi di anticipare i tempi: “Non è impensabile votare a maggio”, sostiene il meloniano, riaccendendo nel centrodestra un dibattito che vede la coalizione divisa. I due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani puntano sulla scadenza naturale della legislatura. “Mi sembra normale che il più longevo della storia della voti a fine mandato e quindi in autunno del 2027″, afferma deciso il segretario della Lega. Per Ciriani, invece, il voto primaverile rappresenta una scelta di “buon senso rispetto a ottobre quando si deve preparare la legge di . Un’opzione su cui Meloni sta riflettendo, ma che deve fare i conti con le amministrative del 2027 (al voto grandi città come Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo e Bologna) e con il nodo dell’election day. Ciriani sottolinea la necessità di un percorso “condiviso” con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per staccare la spina a primavera senza costringere gli italiani a urne ripetute.

L’opposizione compatta il programma

Dal Forum di Cernobbio arriva la della segretaria dem : “In qualsiasi momento si voterà, perché questo è nelle mani del governo, ci faremo trovare pronti”. Schlein annuncia un settembre di lavoro sul programma dell’alleanza progressista, da costruire “tra la gente, incontrando il mondo produttivo e sindacale, la vitalità del terzo settore, gli esperti, gli scienziati”. Le fa eco Giuseppe , presidente M5S: “Questo è il momento del programma”, da non definire “nel chiuso delle segreterie”. Sulle primarie precisa che “il loro momento verrà poi”, senza diventare “una competizione tra . Nel dibattito interviene anche , convinto che con un accordo su punti precisi “con un contratto alla tedesca” si mandi a casa il governo. Tuttavia, Conte frena su Italia Viva: “Molti continuano a diffidare della presenza di Matteo Renzi”. Da AVS, Nicola Fratoianni avverte la coalizione: “O siamo in grado di presentare una proposta capace di raccontare agli italiani che se vinciamo noi cambiano le cose, oppure il rischio concreto è che torna alla fine Giorgia Meloni”.

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