giovedì 29 Ottobre 2026

Schlein sfida la destra e sferza gli alleati: «Senza paura alle primarie per Chigi»

La segretaria del PD chiude la Festa dell'Unità di Reggio Emilia rivendicando la leadership dell'alleanza. Tra le risposte alle provocazioni di Conte e le stoccate a Meloni, la leader lancia la volata per il programma comune

Di Redazione
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Dinanzi alla marea umana di a Reggio Emilia, Elly Schlein chiude la Festa dell’Unità rivendicando la forza di un partito «più unito che mai» ed erigendosi a guida naturale dell’opposizione. Il primo messaggio della segretaria è diretto a Palazzo Chigi: «Noi siamo e ci faremo trovare pronti in qualsiasi momento andremo al voto, è Meloni che deve dirci quando. E, visto che il suo Governo è stato inutilmente lungo, dico subito che prima è meglio è». Poi, rompe le indugi sulla corsa per la premiership, aprendo senza remore alle consultazioni popolari per la della : «Prima affiniamo il programma, poi decideremo con gli alleati: o si arriverà a un accordo o faremo le primarie. E se faremo le primarie, le vinceremo. Siamo il Pd e non abbiamo mai paura del voto».

L’attacco ai manovratori e le «aggravanti personali»

Senza citare direttamente le retrovie del Palazzo, Schlein attacca chi punta a disinnescare l’alternativa progressista: «C’è chi tifa per il pareggio e vuole le larghe intese, ma noi andremo al Governo solo vincendo le elezioni». La leader risponde anche agli scettici rivendicando il proprio non omologato: «Io posso solo offrire le mie aggravanti personali, essendo donna, avendo 40 anni, essendo libera e non conforme proprio a tutti gli standard». Per blindare il concetto cita : «Siate troppo».

La a Conte e la difesa della linea su Kiev

La segretaria non si lascia scalfire dal diktat sulle armi scagliato poche ore prima da Giuseppe Conte. Schlein conferma il sostegno alla resistenza pur invocando l’articolo 11 della Costituzione: «Abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere il popolo ingiustamente invaso in Ucraina dall’offensiva militare di che continua ad andare avanti». Una linea che incassa l’immediata approvazione dell’ala riformista dem guidata da Lorenzo Guerini, permettendo al partito di presentarsi compatto alla prova della stesura del programma .

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