Dopo giorni di svuotamento forzato dei supermercati e stazioni di servizio prese d’assalto, i presidi degli autotrasportatori e degli agricoltori nel Mezzogiorno sono stati completamente rimossi. Nella notte si sono sciolti i blocchi allestiti lungo la rete autostradale in Campania, nel Casertano e nel Salernitano, così come è stato liberato il varco Bausan del porto di Napoli e la Statale 106 nel Crotonese. Ma se la viabilità è stata ripristinata, le ferite sulle forniture rimangono aperte: per vedere un reale ritorno alla normalità negli approvvigionamenti di carne, frutta e beni di prima necessità servirà almeno una settimana.
Lo sblocco delle arterie stradali è arrivato a seguito di un’intensa opera di mediazione condotta da Prefetture e Questure, ma anche sotto la pesante spada di Damocle sventolata dal Garante degli scioperi — pronto ad erogare sanzioni fino a 1.000 euro al giorno ai singoli manifestanti — e dai controlli della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, con oltre cento camionisti già denunciati dalla Questura di Caserta.
Pumpe a secco e prezzi da capogiro: l’allarme di Confindustria e la sparata di Lollobrigida
Nonostante le prime autocisterne abbiano ripreso a viaggiare scortate dalle forze dell’ordine, l’emergenza carburanti continua a picchiare duro sul portafoglio dei cittadini. I dati rilevati dall’Osservatorio del Mimit confermano prezzi da capogiro: la media self sfonda i 2,02 euro al litro per la benzina e i 2,26 per il gasolio, toccando la quota record di 2,30 euro sulla rete autostradale.
A infiammare la vicenda politica è stato l’intervento del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che al Corriere della Sera ha evocato la regia della criminalità organizzata dietro la mobilitazione: «Forse certe organizzazioni usano il caos per ridefinire le competenze territoriali e indebolire la tenuta dello Stato. Autotrasportatori e agricoltori perbene vengono usati come massa critica per iniziative illegali che non possono essere tollerate». Ben più pragmatico il giudizio di Confindustria, con il vicepresidente Leopoldo Destro che, pur condannando i blocchi stradali, ha riconosciuto come le motivazioni alla base della protesta siano fondate, con i carburanti che ormai incidono per il 30% sui costi totali della logistica.
Ultimatum al governo: risposta entro il 27 ottobre o i tir torneranno a fermarsi
La rimozione dei blocchi rappresenta solo una sospensione temporanea concessa dalla categoria per senso di responsabilità nei confronti della cittadinanza. Alle Prefetture è stato consegnato un pacchetto perentorio di tre richieste: blocco del prezzo del carburante per il trasporto professionale, forte defiscalizzazione dei contributi a sostegno di imprese e dipendenti e l’immediata riattivazione dell’Osservatorio sui costi del trasporto.





