sabato 24 Ottobre 2026

“Renzi è un mitomane”. Rissa tra i leader mentre il Centro prova a inventarsi la quarta lista

Volano insulti su Putin e vecchi rancori tra Azione e Italia Viva. Intanto Ruffini e Gabrielli lanciano il progetto "Più Uno" per le primarie del campo largo

Di Redazione
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Mentre il centrodestra si compatta e il centrosinistra cerca faticosamente di definire le regole del campo largo, nell’area di centro va in scena l’ennesimo e stucchevole spettacolo di veleni, insulti personali e veti incrociati. A far saltare nuovamente i nervi ai protagonisti dell’ex Terzo Polo è la rievocazione di un presunto retroscena del 2016: Carlo racconta di una telefonata con Matteo Renzi e Vladimir Putin ai tempi della Brexit, scatenando la reazione furibonda di che bolla il segretario di Azione come un «mitomane progressivo che inventa il passato».

Un regolamento di conti a mezzo stampa che mette a nudo l’ di fare sintesi di un’area frammentata, proprio mentre una parte dei civici e dei tenta disperatamente di costruire un contenitore unico per contare qualcosa alle prossime consultazioni.

Da “Più Uno” a Progetto Civico: le grandi manovre per il candidato unico

Nonostante le macerie del duello Renzi-Calenda, al centro qualcosa si muove. Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli hanno messo nero su bianco il di “Più Uno”, un’iniziativa che punta a federare in un’unica quarta lista Italia Viva, Più Europa, Centro Democratico, Partito Socialista e Primavera. L’obiettivo dichiarato è presentarsi uniti e schierare un candidato unico alle primarie della coalizione. «Tutte le forze fuori dal campo largo devono avere la generosità di confrontarsi e fare sintesi», ha annunciato Ruffini, chiedendo un tavolo comune a tutti i leader.

Parallelamente, Riccardo Magi ha formalizzato alla Camera il nuovo gruppo parlamentare ‘Più Europa-Centro Democratico, Stati Uniti d’Europa’, mentre Alessandro Onorato, alla guida di Progetto Civico, si appresta ad aprire gli Stati Generali a senza escludere una propria candidatura diretta alle primarie: «Nessun complesso verso i big, purché si faccia un progetto nuovo con energie fresche per le nuove generazioni».

La lite su Putin: tra “clienti americani” e “ politici”

Sullo sfondo delle manovre tattiche resta però il rumore di fondo di una faida personale inossidabile. Alla replica di Iv che gli dava del “mitomane da curare”, Calenda ha controreplicato velenoso: «Probabilmente Renzi — che fino all’invasione dell’Ucraina faceva parte del Cda di una società russa — non vuole far dispiacere a vecchi e nuovi clienti ricordando questi trascorsi».

Un affondo a cui i renziani hanno risposto liquidando le parole del leader di Azione come le farneticazioni di chi cita “se stesso e i suoi ” come fonte di verità storica. L’ennesima dimostrazione di come, tra ambizioni personali e vendette mai consumate, l’unificazione del centro rischi di nascere ancora prima di arrivare alle urne.

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