La vicenda risale a domenica 25 ottobre, quando Gianluca S. si prepara a imbarcarsi sul volo Wizz Air W46036 diretto a Roma Fiumicino insieme alla moglie e ai due figli piccoli. Dopo aver superato i controlli di sicurezza, la famiglia raggiunge il gate, dove gli addetti della società che gestisce i servizi aeroportuali contestano le dimensioni di un bagaglio.
Il passeggero sostiene che il trolley rispetti le regole della compagnia e chiede di parlare con un supervisore. Secondo il suo racconto, però, gli addetti insistono sulla richiesta di pagamento, pronunciando la frase: «O paghi o chiamiamo la polizia». L’uomo afferma inoltre che il personale non abbia voluto verificare il bagaglio nell’apposito misuratore.
La tensione coinvolge anche i familiari. I due bambini iniziano a piangere e la moglie si commuove. Per evitare ulteriori problemi e non rischiare di perdere il volo, Gianluca decide di pagare i 73 euro richiesti.
Le dimensioni del bagaglio al centro della contestazione
Secondo le condizioni di Wizz Air, ogni passeggero può portare gratuitamente in cabina un bagaglio a mano di dimensioni massime pari a 40 × 30 × 20 centimetri e peso fino a 10 chilogrammi, da collocare sotto il sedile. Il servizio WIZZ Priority consente inoltre di aggiungere un trolley fino a 55 × 40 × 23 centimetri, da sistemare nella cappelliera.
La famiglia viaggiava con cinque bagagli, compreso un trolley aggiuntivo associato al servizio Priority. Gianluca sostiene che proprio il piccolo bagaglio contestato potesse entrare sotto il sedile. Una volta a bordo, fotografa la valigia per documentare la propria versione dei fatti.
Il reclamo e la richiesta di rimborso
Dopo il pagamento, l’uomo riceve una ricevuta della società spagnola di handling con la dicitura «1x Priority» scritta a mano. Contesta però la mancanza di spiegazioni precise sull’addebito e racconta di non aver ottenuto la documentazione richiesta.
Tornato a casa, presenta un reclamo a Wizz Air e chiede la restituzione dei 73 euro. Inoltre, valuta un’azione legale per ottenere un risarcimento per quanto accaduto ai figli. «A me dei 73 euro non frega nulla. È il principio», dichiara, spiegando di voler devolvere alla Fondazione Bambino Gesù l’eventuale risarcimento.
Il caso richiama anche un precedente episodio segnalato a settembre, quando un altro passeggero aveva denunciato una richiesta aggiuntiva di 75 euro per un bagaglio durante l’imbarco da Milano Malpensa verso Tirana. La contestazione di Gianluca riporta così l’attenzione sulle verifiche dei bagagli e sulla gestione dei supplementi applicati ai gate.
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