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domenica 19 Aprile, 2026
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Conte

Conte attacca il governo: “Meloni è prigioniera di Delmastro”

Il leader del M5S chiede un passo di lato del Sottosegretario alla giustizia: “Si deve dimettere”

Da Alessio Matta
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Non è solo la chiusura di una campagna referendaria. È un atto d’accusa. Dal palco del Palazzo dei Congressi all’Eur, Giuseppe Conte trasforma l’evento del Movimento 5 Stelle in un attacco diretto al governo e alla riforma della giustizia.

Il leader pentastellato lega il No al referendum a una questione politica e morale. “Non possiamo consentire che questa riforma sia affidata a personaggi come Delmastro o la capa di gabinetto Bartolozzi”, dice davanti alla platea. Poi richiama i principi dello Stato democratico e il ruolo dei padri costituenti.

Nel mirino c’è soprattutto Andrea Delmastro, finito al centro delle polemiche per i suoi rapporti indiretti con il clan Senese. Il Sottosegretario alla giustizia, al momento, non è indagato. Resta però il caso della società creata con alcuni soci, tra cui la figlia di Mauro Caroccia, indicato come prestanome vicino al clan. Un intreccio che alimenta lo scontro politico.

Conte alza i toni e chiede un passo indietro: “Se non è questione di ricatto, perché non lo fanno dimettere?”. Un attacco che chiama in causa anche la Premier, accusata di non intervenire. Da qui la stoccata: il governo sarebbe bloccato da equilibri interni.

Nel finale, il confronto diventa simbolico. L’ex premier evoca Piero Calamandrei, storico padre costituente, per segnare la distanza tra passato e presente. E rilancia il senso della battaglia: difendere le basi della democrazia contro una riforma che, per il M5S, non offre garanzie.

Leggi anche: Le foto smentiscono Delmastro: era nel ristorante due mesi fa

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