Applausi e urla hanno accolto Giorgia Meloni al suo arrivo sul sagrato dell’abbazia di San Giacomo a Pontida, dove si sono svolti i funerali del fondatore della Lega, Umberto Bossi. La sua presenza ha scatenato la folla dei presenti. “Secessione, secessione” e “Padania libera” hanno urlato alcuni militanti, mentre la premier entrava nel monastero, a voler ribadire che la linea e le idee di Umberto Bossi non saranno sepolte insieme al suo feretro.
Una contestazione a metà, interrotta anche da qualche slogan a favore della Presidente del Consiglio. “Vai Giorgia“, è solo una delle frasi che è stata urlata da alcuni dei presenti nella piazza, seguito anche da un caloroso applauso. Un benvenuto che dimostra come non solo Salvini sia una figura piuttosto controversa agli occhi del partito. I funerali di Bossi hanno portato alla luce una sorta di frattura profondissima presente tra i seguaci del Carroccio.
L’arrivo di Meloni ai funerali di Bossi
Meloni è giunta a Pontida insieme al vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani. I due sono stati raggiunti dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, fedelissimo di Bossi e organizzatore privilegiato dei suoi funerali. Intorno a loro una folla di leghisti e striscioni recanti slogan in ricordo e rispetto del Senatur.
“Una vita senza libertà non è vita. W Bossi“, è la scritta rigorosamente verde presente sul grande telo bianco che è stato appeso su un cavalcavia all’ingresso di Pontida. A lato della chiesa è invece appeso uno striscione con il messaggio: “Grazie capo, la tua storia vivrà sempre con noi“. Tra le persone schierate dietro le transenne, invece, si notano tra foulard e camicie verdi, bandiere della Lega lombarda con Alberto da Giussano e t-shirt con la faccia del fondatore del Carroccio.
Leggi anche: “Vergogna”. Salvini contestato ai funerali di Umberto Bossi
Seguite La Sintesi sui nostri social!
