giovedì 13 Agosto 2026
Matteo Salvini ai funerali di Umberto Bossi ph Nova

«Vergogna». Salvini contestato ai funerali di Umberto Bossi

"Molla la camicia verde", hanno urlato alcuni contestatori all'arrivo del leader di partito. Un'accoglienza che sembra anticipare una possibile secessione

Di Laura Laurenzi
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“Viva Bossi”, questo lo che ha accompagnato il feretro del Senatur dal suo arrivo sul sagrato dell’abbazia di San Giacomo a , fino all’ del monastero. L’ultimo viaggio di Umberto Bossi si sta svolgendo a pochi passi da quel “pratone” dove iniziò la parabola della Lega, in quella Pontida che nel giro di pochi anni è diventata il centro nevralgico della politica leghista.

Da questa mattina, figure politiche, istituzionali e ammiratori, si sono riunite per i funerali del Senatur. Un saluto organizzato dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che è stato accolto dai presenti con rispettoso silenzio.

Una situazione ben diversa da quella che ha invece atteso l’attuale leader della Lega, Matteo Salvini. Forse con l’obiettivo di mostrare rispetto per il suo predecessore o magari con l’intento di soddisfare i più fedeli sostenitori dell’anima del Nord del partito, il si è presentato alle esequie con indosso una camicia verde.

Una scelta stilistica che però non ha ottenuto i riscontri sperati. Proprio mentre saliva i gradini dell’abbazia, qualcuno dalla folla composta da centinaia di persone ha urlato: “Molla la camicia verde, vergogna“. Altri hanno scandito il cognome del Senatur a mo’ di slogan, dimostrando una vera e propria insoddisfazione nei confronti dell’operato di Salvini.

Un malcontento rafforzato dalle reazioni all’arrivo dell’ex governatore , il leghista Luca Zaia. Un appaluso piuttosto sentito ha accolto il doge veneziano, che per prima cosa ha abbracciato Giorgetti, per poi entrare nel monastero. Stesso applauso ha accolto Giorgia Meloni, seguito da un coro che ha accompagnato la premier fin dentro l’abbazia: “Secessione, secessione”.

Salvini non si è lasciato scoraggiare e nel suo messaggio di cordoglio ha reso onore alla linea del del partito: “Trent’anni fa, come oggi, una battaglia che non era solo politica, ma identità, visione, popolo, destino. Questa è la Lega, una comunità in cammino. Buon viaggio Umberto, con te tutto è iniziato, mai mulà”.

La di Umberto Bossi si conferma come una sorta di giro di boa per la storia della Lega. In un momento in cui i sondaggi del partito a livello nazionale si aggirano intorno al 7%, con picchi di consensi solo nei territori del Nord, l’eredità del fondatore del partito sembra fondamentale agli occhi dei militanti.

Su una facciata dell’abbazia è stato appeso lo striscione con la scritta: “Grazie capo, la tua storia vivrà sempre con noi”. Un chiaro segno che le idee del Senatur non sono affatto decedute con lui.

Leggi anche: L’eredità di Bossi divide la Lega: è scontro tra Salvini e l’anima del Nord

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