La polizia israeliana ha negato al cardinale Pierbattista Pizzaballa l’accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Il viceministro Antonio Tajani non ci ha pensato due volte e alle 12.37 ha inviato una nota di condanna, pubblicata anche su X: “Ho dato immediatamente istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre e in ogni circostanza, della libertà di religione”. Un rimprovero sentito, insomma.

Lo screenshot dell’agenzia DIRE
Peccato che poco dopo il ministro degli Esteri ci abbia ripensato, tanto da correggere il contenuto. E così la parola “sdegno” è stata sostituita con “protesta”. Qualcuno deve avergli consigliato di moderare i toni. Nel post, infatti, è ferma la denuncia di quanto accaduto: “È inaccettabile” – sottolinea il leader di Forza Italia. E aggiunge: “Voglio esprimere la mia più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme”.
Evidentemente è consentito un numero di parole “forti” – per così dire – limitato nei post che riguardano lo Stato di Israele. Pur considerando che si tratta di una vicenda che coinvolge, indirettamente, la maggioranza. Sia per la debole condanna delle atrocità commesse a Gaza, sia per gli elettori cattolici di cui la stessa premier Giorgia Meloni si fa portavoce.
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