La Spagna ha annunciato di aver chiuso il proprio spazio aereo ai veivoli coinvolti nella guerra contro l’Iran. La decisione riguarda sia i voli in partenza dal territorio spagnolo sia il sorvolo dello spazio aereo nazionale. Decisione che si aggiunge ai divieti di utilizzo delle basi militari di Rota, a Cadice, e di Moron de la Frontera, a Siviglia e dello spazio aereo ai caccia di stanza in Paesi europei.
Il vicepresidente del governo spagnolo con delega all’Economia, Carlos Cuerpo, ha spiegato che questa scelta conferma la volontà di Madrid di “non partecipare e non contribuire a una guerra iniziata in maniera unilaterale e contro il diritto internazionale“. Una decisione che potrebbe aumentare le tensioni già esistenti tra il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, e il presidente Usa, Donald Trump.
Le conseguenze della decisione della Spagna
Il tycoon aveva già dimostrato la sua contrarietà al rifiuto della Spagna di concedere le sue basi agli Usa. Cuerpo ha però assicurato che i contatti tra le due amministrazioni “procedono con totale normalità sia a livello tecnico che politico”. Il vicepremier ha spiegato che finora le minacce statunitensi nei confronti di Madrid non si sono avverate.
Trump aveva minacciato di interrompere le relazioni commerciali con la Spagna se questa non avesse aderito a elevare la spesa nella difesa fino al 5% del Pil. Sanchez era sceso a compromessi, ma con un’aliquota ben minore rispetto a quella degli altri Paesi Ue. Al momento, però, le aziende spagnole continuano a operare rispetto agli Stati Uniti nelle stesse condizioni di quelle di altri Paesi europei. Una piccola dimostrazione che, se messo alle strette, anche Donald Trump dimostra le sue debolezze. Resta comunque da comprendere come la chiusura dello spazio aereo possa far evolvere le relazioni tra Madrid e Washington.
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