Lo stop è arrivato dall’alto e ha cambiato il clima dentro la coalizione. Secondo quanto filtra da Forza Italia, sarebbe stata Marina Berlusconi a frenare con decisione la possibile candidatura proposta da Fratelli d’Italia di Antonio Sangermano a sindaco di Prato. Una presa di posizione chiara, condivisa anche dal segretario Antonio Tajani, che ha riacceso tensioni dentro il centrodestra.
La decisione dei vertici di FI affonda le radici nel passato professionale del magistrato: Sangermano è stato pubblico ministero in uno dei processi sul caso Ruby che coinvolsero Silvio Berlusconi. Un capitolo che continua a pesare nei rapporti interni alla coalizione e che oggi torna al centro dello scontro politico.
Adesso la partita per il candidato sindaco si è trasformata in un braccio di ferro. Un profilo tecnico, conosciuto in città anche per aver guidato la procura come facente funzioni dieci anni fa. Il partito di Giorgia Meloni vuole puntare su una figura fuori dai partiti, capace di allargare il consenso e dare un segnale di cambiamento.
Per settimane la soluzione sembrava un’altra. Il nome di Rita Pieri era visto come il punto di equilibrio: esperienza amministrativa, presenza sul territorio e capacità di tenere unita la coalizione. Poi la decisione di Fdi di cambiare strategia ha sparigliato le carte e riaperto una partita che sembrava chiusa.
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